Lo scultore Carlo Pecorelli impicca un Pokemon Go

La performance anti Pokemon Go dell'artista jesolano Carlo Pecorelli

L'artista jesolano ha usato un pupazzo in pieno centro a Milano: "Un insegnamento a mia figlia rapita da questo gioco che aliena dalla realtà"

JESOLO. L’artista jesolano Carlo Pecorelli arriva a Milano e mette in atto l’ennesima performance d’autore che sarà molto discussa per la sua crudezza esposta in pieno centro. Impiccato in via Mazzini a Milano, il pupazzo che raffigura Pokémon go, applicazione che ha fatto impazzire giovani e adulti tutta l’estate.

In pieno centro a Milano, durante la passeggiata serale, il colpo è stato a effetto anche se non tutti lo hanno subito capito e hanno pensato a uno scherzo. «Un insegnamento a mia figlia», ha commentato Pecorelli, «anche lei rapita da questo gioco che ipnotizza e allontana dalla realtà».

Dopo il bambino di sabbia sulla spiaggia di Jesolo, in ricordo del piccolo morto sulle spiagge della Turchia, Pecorelli torna alla sua specialità: la denuncia pubblica delle deformazioni della società, correndo dietro all’informazione per esaltare con l’arte gli scandali del mondo che ci circonda. In Cina aveva posato le sue sculture metalliche, oggetto di una denuncia di plagio, in piazza Tienanmen, poi alte sculture sistemate in una galleria di Londra accanto a opere di Picasso. Era a Taiwan a manifestare per la libertà e adesso se la prende con i Pokémon.

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