Slot, Brugnaro battuto sugli orari

Il Tar ha dato ragione ai titolari di una sala slot dopo che il Comune aveva imposto la limitazione delle aperture delle macchinette mangiasoldi che rovinano intere famiglie

VENEZIA. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto boccia l’ordinanza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che limita l’orario di esercizio per le sale scommesse e per l’accensione degli apparecchi installati in bar e tabaccherie: i giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di bloccare il provvedimento avanzata da una sala Bingo, fissando al prossimo 26 gennaio l’udienza di merito.

Alla base dello stop all’ordinanza il taglio all’orario di esercizio è stato ritenuto troppo esteso - per la sala che ha fatto ricorso si è passati «da 17 a 8 ore giornaliere, festivi inclusi, con una riduzione superiore al 50%», si legge nell’ordinanza - inoltre non è stata fatta «alcuna distinzione tra i pubblici esercizi che hanno ad oggetto esclusivo o principale le attività di gioco e scommessa» e gli esercizi commerciali, come bar e tabaccherie «in cui le suddette attività sono meramente accessorie».

I giudici hanno inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese per la fase cautelare. L’ordinanza del sindaco, avviata in fase sperimentale fino al prossimo 31 dicembre, consentiva alle sale di restare aperte dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 di tutti i giorni, compresi i festivi, orario che era obbligatorio anche per l’accensione delle slot nei locali pubblici. 

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