Mestre, in manette latitante per droga e due giovani che spaccavano auto

Pattuglia di polizia

La polizia arresta un nigeriano condannato a 8 anni e due vent'enni che hanno danneggiato quattro auto per derubarle

MESTRE - Un latitante in manette (ricercato per espiare una condanna a 8 anni di reclusione per spaccio di droga) e due giovani arrestati per avver rotto i finestrini di quattro auto posteggiate vicino al cimitero di Mestre, per derubarle.

E' stato un venerdì di interventi, per gli agenti delle Volanti di Mestre

Latitante in manette. Un primo episodio risale al pomeriggio di venerdì, quando intorno alle ore 13.30, una Volante interveniva al Centro Commerciale “Le Barche” in Mestre, per un tentato taccheggio di varie confezioni di caffè ad opera di uno straniero, che era stato sorpreso da una guardia giurata con la merce non pagata. Una banale furto, un controllo incrociato alla banca dati delle impronti digitali ed è saltato fuori che  E.P., classe ‘75, nigeriano - senza documenti, aveva dichiarato ai poliziotti di essere algerino -  il quale è risultato essere ricercato per un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia nel 2015 per l’espiazione di anni 8 di reclusione, per reati in materia di stupefacenti. Portato in carcere, dovrà rispondere anche di tentato furto e dichiarazione di false generalità.

Auto danneggiate. Due giovani, di 21 e 23 anni, uno italiano e l'altro cileno, hanno preso di mira nella notte di venerdì le auto posteggiate vicino al cimitero in via Santa Maria dei Battuti: sistematicamente, frantumando una dopo l'altra i finestrini per rovistare all'interno. Quattro le auto danneggiate: un gran baccano, che ha risvegliato un residente che ha chiamato il 113,

Al loro arrivo i poliziotti hanno  bloccato D.F.L.M., nato in Cile, classe 1995, e P.F., classe 1993, italiano: addosso, un navigatore satellitare di marca TomTom, alcuni cavi di alimentazione, un dispositivo Telepass, due mazzi di chiavi, un frontalino e relativo telecomando di autoradio di marca Panasonic. In particolare,  P.F. aveva nella tasca dei pantaloni una catenella in metallo con una stella metallica appesa, della quale nemmeno lui sapeva fornire la provenienza.

Un controllo nelle  banche dati, infine, ha consentito di appurare che i due fermati erano già gravati da numerosi precedenti, principalmente per reati contro il patrimonio e, in particolare, il D.F.L.M. anche per porto di armi ed oggetti atti ad offendere, mentre il P.F. anche per reati in materia di stupefacenti.

I due sono stati processati per direttissima e condannati a un anno di reclusione e 200 euro di multa: scarcerati, per loro l'obbligo di presentarsi ogni giorno in Questura.
 

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