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Offese e minacce su Facebook il sindaco Zoggia querela tutti

Jesolo. Strascichi legali dopo il no al comizio del deputato grillino Di Battista in piazza Mazzini Il web si era scatenato augurando la morte al primo cittadino. Ora decide il tribunale: udienza il 23

di Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura
(ansa)

JESOLO. Minacce al sindaco Valerio Zoggia dopo il no al comizio del deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, il Tribunale di Venezia ha fissato velocemente l’udienza al 23 settembre. Sarà così affrontata la discussione oggetto della denuncia del sindaco di Jesolo.

Zoggia ha deciso di mettere in campo l’artiglieria pesante e si è così rivolto all’avvocato Pierpaolo Alegiani, già protagonista di mordaci contese sul litorale e Basso Piave che hanno spaziato dalle speculazioni edilizie alle violenze di ogni genere fino ai più intricati casi di denunce per la musica e la quiete pubblica.

Probabilmente, questa decisione è stata presa anche alla luce del fatto che proprio pochi mesi fa il legale aveva seguito con successo un altro caso che aveva coinvolto un esponente politico di spicco, bersaglio di minacce e diffamazione sui social network. Si tratta del vice-sindaco di Musile di Piave, Vittorino Maschietto. In tale circostanza l’autore delle minacce era stato condannato a due anni di reclusione e a risarcire circa 15.000 euro di danni.

Adesso il sindaco di Jesolo ha deciso di tutelarsi a sua volta dopo la polemica ancora rovente per il diniego del palco in piazza Mazzini al comizio di Di Battista a proposito del No al Referendum. Altri esponenti dei 5 Stelle di Jesolo sono andati avanti tra proteste e ricorsi adombrati, denunciando oltretutto la mancanza di atti formali per il rifiuto a concedere la piazza.

Zoggia ha sempre detto che tutte le procedure sono state seguite al dettaglio e che sono state fornite delle alternative, ad esempio piazza I Maggio a Jesolo Paese, la piazza dei cittadini e non dei turisti ospiti della località balneare. Di Battista è andato infine a parlare a Chioggia, senza poter raggiungere le migliaia di persone che avrebbe trovato in piazza Mazzini.

Ma nel frattempo, sul web, sono volate offese e minacce molto forti al primo cittadino jesolano, addirittura minacciato di morte. Il sindaco ha anticipato di volersi tutelare da quella orda di persone che si erano scatenate in rete con parole pesanti. E ora ha deciso di querelare uno a uno gli autori di offese e minacce.

Nel Basso Piave, anche l’ex vice comandante della polizia locale di San Donà, Marco Pasetto, aveva querelato il vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin, per le offese ricevute in rete assieme agli accoliti della Lega che lo avevano canzonato su Facebook. Ma la querela di Pasetto è stata archiviata, nel disappunto dell’ex vice comandante che è stato licenziato ai tempi della giunta leghista di Francesca Zaccariotto.

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