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Degrado a Venezia, Scarabel (M5S) intervista i turisti stranieri

“La gran parte condanna tuffi in canale e degrado, ma non conoscono le potenzialità di Venezia. Serve una nuova comunicazione turistica”

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VENEZIA. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale veneto, Simone Scarabel, ha deciso - un po' come i Pitura Freska in "Pin Floi" - di trasformarsi in giornalista per qualche ora ed è andato in piazza San Marco a intervistare i turisti che affollano Venezia. Microfono alla mano, ha intervistato alcuni visitatori stranieri ed ecco i sorprendenti risultati di questa mini-inchiesta sul degrado agostano che sta dilagando nella città più bella del mondo.

“Ho fatto delle brevi interviste ai turisti stranieri in piazza San Marco, chiedendo loro cosa pensano dei turisti che fanno il bagno in canal Grande, e sono rimasto molto sorpreso da quel che mi hanno risposto – conferma Scarabel – i turisti, infatti, considerano in genere una gran maleducazione fare il bagno nei canali o tuffarsi dai ponti, o fare tutte quelle cose che stanno portando il degrado in città in questo pazzo agosto”.


Ma non è tutto: “Ho chiesto agli stranieri – continua il capogruppo M5S – se conoscono posti in cui è possibile fare il bagno qui a Venezia. Mi hanno detto che gli piacerebbe fare il bagno, ma di posti adatti non ne conoscono, e non sanno cosa sia il Lido o dove sia Sant’Erasmo. Si tratta in realtà di posti molto vicini a San Marco, dove i turisti potrebbero fare il bagno e prendere il sole senza alcun problema”.



La soluzione: “Credo quindi – spiega Scarabel – che sia necessario dare vita a una nuova forma di comunicazione per far conoscere ai turisti, soprattutto agli stranieri, tutte le potenzialità di Venezia e della laguna. Inoltre è indispensabile far capire che a pochi passi da Venezia, a un’ora di treno o di corriera, ci sono luoghi bellissimi e città da visitare. Questo potrebbe alleggerire la pressione sul capoluogo regionale, che non è in grado di sostenere i flussi turistici di questi giorni. Il pugno di ferro e le sanzioni potranno eventualmente dare risultati sul breve termine e rimpinguare le casse pubbliche, ma credo che una comunicazione più efficace possa essere più utile”.

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