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Pressing per riaprire la passerella

Ciclabile per Venezia: danno da riparare ma se ne parla a settembre

La storia infinita della pista ciclabile lungo il ponte della Libertà vede anche quest’anno passare l’estate senza un collegamento sicuro per i ciclisti che dalla terraferma vogliono andare fino a Venezia. Dopo l’incidente, causato dal maltempo, che l’11 giugno ha fatto volare via un pezzo, almeno trenta metri, di pavimentazione della ciclabile a sbalzo nel tratto finale del ponte, solo a settembre inizieranno i lavori di ripristino della passerella.

Il 5 agosto scorso è infatti arrivato il d ...

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La storia infinita della pista ciclabile lungo il ponte della Libertà vede anche quest’anno passare l’estate senza un collegamento sicuro per i ciclisti che dalla terraferma vogliono andare fino a Venezia. Dopo l’incidente, causato dal maltempo, che l’11 giugno ha fatto volare via un pezzo, almeno trenta metri, di pavimentazione della ciclabile a sbalzo nel tratto finale del ponte, solo a settembre inizieranno i lavori di ripristino della passerella.

Il 5 agosto scorso è infatti arrivato il dissequestro della passerella danneggiata dal maltempo che ha evidenziato che i lavori non erano stati eseguiti a regola d’arte. E subito Avm, non appena ottenuto il dissequestro dalla Procura, ha contattato l’impresa, la Boemio di Napoli, per invitarla ad intervenire a proprie spese per ripristinare la pavimentazione volata via per il maltempo.

Ma agosto è un mese difficile per avviare un cantiere: l’impresa è andata in ferie e anche i fornitori nel mese di agosto hanno chiuso. Di conseguenza, spiegano i tecnici di Avm, per vedere partire i lavori, costo stimato circa cinquemila euro, si dovrà attendere settembre. Questi gli accordi con l’impresa.

Nel frattempo da giugno ad oggi sono arrivate varie segnalazioni sulle tante difficoltà vissute dai ciclisti che percorrono il ponte per Venezia. I più coraggiosi corrono sulla carreggiata, con il tram alle spalle, costretto a procedere al loro ritmo di pedalata, visto che la tramvia non li può superare. Chi invece corre sul marciapiede del ponte, trasformato in ciclabile, arrivato davanti alla passerella senza pavimentazione e chiusa, si ritrova a fare peripezie con la bici a mano per passare. Tutti quelli che arrivano da Mestre sfidano il traffico, e la sorte, in attesa dei lavori, non ancora appaltati, del secondo tratto Vega-Pili. Costo, un milione di euro.

Si confida in un percorso sicuro dal 2017 ma pochi ci scommettono, oramai. (m.ch.)