Arriva Goletta Verde e denucia: reati ambientali raddoppiati e troppi rifiuti galleggianti in laguna

Goletta Verde a Venezia

Lanciata la campagna "Don't waste Venice", preoccupano i dati di Mare Nostrum: denunce raddoppiate per i reati in danno a coste, pesca, navigazione

VENEZIA. E' arrivata a Venezia la Goletta Verde e porta con sé dati preoccupanti sul raddoppio dei reati ambientali nel Veneto e sui troppi rifiuti galleggianti nella laguna di Venezia.

È uno degli elementi del bilancio del monitoraggio svolto in Veneto dall'equipe tecnica di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. L'istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata all'Isola della Certosa da Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto; Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde; Alberto Sonino, amministratore delegato «Vento di Venezia»; Francesca Ronchi, ricercatrice Ispra.

Don't waste Venice. Così come da tenere sotto osservazione è il problema dei rifiuti galleggianti, così come dimostrano i primi dati raccolti da Legambiente nell'ambito della seconda edizione della campagna Don't Waste Venice - realizzata con il supporto di Ispra Chioggia - che ha monitorato all'Isola della Certosa 804 rifiuti sui circa 18 km percorsi, di cui 87% è plastica. I primi dati (registrati nella giornata del 10 agosto) confermano la situazione di forte criticità già riscontrata lo scorso anno a Venezia: 804 i rifiuti galleggianti nei 18 chilometri percorsi - tra l'area dell'Isola della Certosa (251) e Castello (553) - prevalentemente di plastica (ben l'87%, di cui il 25% rappresentato da mozziconi di sigarette). Per quanto riguarda la tipologia di rifiuto, molto diffusi sono i frammenti di plastica e polistirolo (23%) e in percentuali più piccole contenitori di liquidi (bottiglie, tetrapak ecc.) e parti di imballaggi. "Il marine litter è un problema troppo spesso sottovalutato per una città come Venezia il cui rapporto con l'acqua è emblematico - spiega Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto - e dove la grande affluenza turistica e le difficoltà logistiche di fronte alle quali si trovano la municipalità e i cittadini nel gestire i rifiuti urbani rende tutto più complesso".

Inquinamento. È stato giudicato «fortemente inquinato» il prelievo effettuato alla foce del Po delle Tolle a Porto Tolle (Rovigo), a dimostrazione che va mantenuta alta l'attenzione sulla corretta depurazione dei comuni dell'entroterra e costieri per evitare che carichi inquinanti non adeguatamente trattati possano mettere a rischio la qualità del mare.

Reati ambientali. Ma i pericoli, in base alle rilevazioni, non arrivano solo dalla cattiva depurazione: a preoccupare è anche l'ascesa dei reati che le forze dell'ordine e le Capitanerie di porto hanno rilevato nel corso del 2015 lungo le coste regionali: un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno, in pratica 5,1 reati per ogni chilometro di litorale.

La campagna "Don't waste Venice" contro i rifiuti galleggianti

Presentati anche i dati del dossier Mare Monstrum 2016: i reati ai danni del mare che le forze dell'ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato in Veneto nel corso del 2015 sono stati 813 (in netta crescita rispetto ai 436 dell'anno precedente) con 871 persone arrestate e denunciate e 228 sequestri. A fare la parte del leone quelli relativi alla pesca di frodo: le forze dell'ordine hanno scoperto 360 infrazioni (con altrettante persone denunciate e arrestate e 59 sequestri) e a seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 225 (con 233 persone denunciate e 118 sequestri). Alti anche i reati legate al ciclo del cemento, settore nel quale sono state registrate 143 infrazioni accertate, 191 persone denunciate e 27 sequestri. Da citare, i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 85 i reati contestati, con 87 persone denunciate.

"Sebbene i dati dei monitoraggi effettuati dai nostri tecnici di Goletta Verde mostrano un quadro sostanzialmente positivo, sul fronte degli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale resta ancora molto da fare - dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde - a partire dal tema della cementificazione e degli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste. Così come in tema di trivellazioni e ricerca petrolifera che danneggiano e mettono a repentaglio l'ecosistema marino, ma anche scarichi e sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno. Senza dimenticare il tema dei rifiuti in mare e sulle nostre coste, la cui presenza è, purtroppo, sempre più forte". I dati del dossier Mare Monstrum però dimostrano anche in Veneto l'importante lavoro svolto nell'ultimo anno da investigatori e inquirenti che dal maggio dello scorso anno hanno a disposizione un nuovo strumento, la legge 68/205 che inserisce i reati ambientali nel codice penale. Un passo avanti fondamentale sul quale occorre sempre più una sinergia tra istituzioni, forze dell'ordine e cittadini per scovare e denunciare chi inquina.

 

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