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Palazzo del cinema, via libera al recupero

Il piano approvato dalla giunta. Prevista anche la riqualificazione dell’ex Casinò. Resta aperta la strada alla realizzazione di un Palazzetto dei congressi

Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

LIDO DI VENEZIA. Definitivamente approvato dalla giunta il Piano di recupero dell’area del Palazzo del Cinema - quella dell’ex buco - e del Casinò del Lido. Un piano che se conferma la sistemazione a verde pubblico dell’area dello scavo - come sta già avvenendo - come soluzione migliore per un riassetto della zona, anche per consentire alla Biennale e alla Mostra del Cinema l’intero piazzale, non chiude però definitivamente le porte alla ventilata costruzione di un nuovo palazzetto del cinema e dei congressi, dove la fondazione guidata da Paolo Baratta pensava di poter realizzare il suo mercato del film. Si mantiene infatti nella previsione del Piano la possibile realizzazione «di un nuovo edificio polifunzionale di superficie lorda di pavimento di 2500 metri quadri», «ove l’amministrazione comunale e la Biennale di Venezia ne ravvedano l’utilità».

Nel nuovo Piano di Recupero dell’area del Lido approvato dalla Giunta è stata data anche risposta alle numerose osservazioni che erano state presentate da associazioni ambientaliste e civiche e cittadini lidensi, respingendole per la maggior parte. Il Piano ad esempio non necessità della Valutazione ambientale strategica da parte della Regione, come invece era stato richiesto. No anche alla ricostruzione della gradinata di accesso al Casinò, costruita negli anni Trenta, visto che è stata demolita e che una decisione verrà presa solo d’intesa con la Soprintendenza.

Per quanto riguarda l’ex Casinò e il suo riutilizzo il Piano - come spiega lo stesso Comune rispondendo alle osservazioni - si mantiene ancora generico, perché decisioni definitive sul suo riuso devono ancora prese d’intesa con la Biennale.

Bocciata anche la proposta di trasformare radicalmente la vicina Sala Darsena per raddoppiarne la capienza, perché la proposta «non è ritenuta sostenibile, sotto il profilo tecnico ed economico, né dalla Biennale, né dal Comune».

Il progetto definitivo dalla giunta Brugnaro per la sistemazione dell’area - che chiude anche definitivamente il contenzioso pluriennale con la Sacaim-De Eccher impegnata inizialmente nell’area per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema - recentemente approvato, ha al centro proprio la riqualificazione dell’ex sede della casa da gioco, come chiedeva da tempo anche il presidente della Biennale Paolo Baratta. Non più solo sede temporanea delle attività della Mostra del Cinema e polo congressuale aggiunto per il resto dell’anno, ma restituito a una dignità e una funzionalità complessiva - con la sua candida architettura razionalista che fa il paio con quella del vicino Palazzo del Festival - anche in relazione alla riqualificazione della piazza antistante. Sull’area - come già annunciato da Baratta - la Biennale edificherà una nuova sala cinematografica provvisoria da 450 posti. Ma il destino finale del piazzale - secondo il nuovo progetto - è di essere rialzato di 45 centimetri e rivestito in pietra, dopo gli anni dell'asfalto (prima del “buco”) e destinato a ospitare grandi eventi, ospitando al centro una fontana con getti d'acqua colorati e intorno una pineta più ampia di quella attuale che diventerà un luogo di svago e socializzazione dei cittadini del Lido ma anche una delle porte d’acqua verso il Palazzo del cinema con nuovi accessi.

Previsto il recupero anche dal punto di vista statico della facciata lapidea, valorizzata da un'illuminazione monumentale, il rifacimento dell’intonaco, la sistemazione degli impianti elettrici e antincendio, la manutenzione straordinaria degli infissi e l’automazione delle serrande. Migliorie anche per impianti elettrici, di videosorveglianza, di audio e soccorso.

 

 

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