«Sono stufo di gesti irrispettosi». Venezia, Sos del parroco di San Zulian ai carabinieri

Interviene il patriarcato con un'indagine dopo la segnalazione di "un atto sacrilego contro l'eucarestia e un oltraggio al crocifisso". Ma anche per chiarire: "Non si tratta di ripetuti atti oltraggiosi, ma di persone che non conoscono il signifiato dell'Eucarestia"

VENEZIA. «Nessuno ha sputato sul crocifisso che sta subito dopo l’entrata e non ho presentato alcuna denuncia. Certo, sono stanco di gesti irrispettosi,ho chiesto ai carabinieri in pensione dell’Associazione di dare un’occhiata anche alla chiesa. Qui passano migliaia di turisti al giorno e vedo davvero poche volte transitare poliziotti, carabinieri o vigili, che sono concentrati in Piazza, così ho chiesto a loro se potevano tenere sotto controllo la chiesa».

Don Massimiliano d’Antiga, parroco di San Zulian, si sta preparando per la messa della domenica pomeriggio ed è dispiaciuto del clamore suscitato dalla vicenda, «anche perché papa Francesco ci dice di accogliere anche i musulmani».

La chiesa è proprio a metà strada del tragitto che tutti i visitatori in arrivo a Venezia percorrono, tra Rialto e San Marco, e sono centinaia i turisti che entrano ogni giorno passandoci davanti: la porta è aperta e i grandi dipinti e gli arredi dorati e barocchi attirano lo sguardo. La chiesa spesso è invasa da comitive: uomini in pantaloni corti e donne in canottiera, certamente non musulmani, ma anche loro con poco rispetto per il luogo sacro. Il crocifisso, semplice in legno scuro, è proprio di fronte all’entrata, chi entra se lo trova proprio davanti.

«Succede spesso», prosegue don Massimiliano, «che entrano gruppi di musulmani, donne velate e uomini con la barba, si piazzano davanti al crocifisso e si fanno fotografare o riprendere magari compiendo gesti poco rispettosi, oltraggiosi, fanno le corna, ridacchiano e così è successo l’altro giorno per quel gruppo di donne, che quando è arrivato il custode se ne sono andate velocemente. Nessuno, però, le ha viste sputare».

Così, è accaduto anche con quei due giovani orientali sabato mattina. È sempre il sacerdote che racconta: «Sono entrati durante la celebrazione dell’Eucarestia, distribuivo ai fedeli le particole. Si sono messi in fila anche loro, ma avevo capito che c’era qualcosa che non andava, quando è stato il loro turno ho spezzato una particola e ho messo nella loro bocca soltanto un piccolo pezzo». Si sono allontanati ridendo e allora alcune fedeli si sono avvicinate ai due e hanno chiesto spiegazioni, hanno insistito perché restituissero quello che avevano in bocca, ma loro lo hanno sputato per terra e se ne sono andati». Naturalmente è stata raccolta e don Massimiliano la mostra, è stata raccolta in un bicchiere sistemato in sacrestia. A causa di questi episodi, ormai sono numerosi, ha deciso di chiedere aiuto all’Associazione dei carabinieri in congedo, che già sono impegnati nei controlli nel Ghetto e in altri luoghi monumentali e in musei. 

Il patriarca Francesco Moraglia

Nella giornata di lunedì è intervenuto il patriarcato con una nota, per chiarire di star attentamento verificando la situazione, ma anche per evitare che si sviluppi un clima d'allarme ingiustificato.

"Riguardo alla notizia apparsa su alcuni organi di stampa in riferimento a quanto sarebbe accaduto nei giorni scorsi nella chiesa veneziana di S. Zulian, in particolare un atto sacrilego contro la Santissima Eucaristia e un oltraggio al Crocifisso", si legge nella nota, "la Curia Patriarcale di Venezia sta tuttora attentamente vagliando quanto riferito per chiarire fatti, modalità e interconnessioni di ciò che è realmente accaduto. Si precisa, inoltre, che non è corretto affermare che nella basilica cattedrale di San Marco vi siano frequenti atti di oltraggio alla Santissima Eucaristia; succede talvolta che, al momento della Comunione, si presentino - a ricevere l’ostia - persone all'oscuro del significato del gesto liturgico che stanno compiendo; in tal caso, è lo stesso sacerdote o diacono che, con l’aiuto dei custodi o di chi lo coadiuva, attraverso una semplice domanda chiarisce la situazione e, nel caso, congeda la persona con un saluto o una  benedizione. In ogni modo, si ricorda che la Santissima Eucaristia (l’ostia) va sempre assunta immediatamente, innanzi al ministro, prima di tornare al posto".

(g.c.)

 

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