Venezia, espulso il marocchino che si scagliò contro crocefisso

Martedì 12 luglio il giovane erano entrato nelle chiesa dei Santi Geremia e Lucia e si era scagliato contro il croceffiso dicendo: "C'è qualcosa di sbagliato"

VENEZIA. E' stato rimpatriato per motivi di sicurezza il cittadino marocchino di 25 anni che martedì 12 luglio aveva scaraventato per terra un crocefisso del '700, nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia, in centro storico a Venezia. A darne notizia, oggi, è stato il ministro Angelino Alfano, rispondendo ad interrogazioni in Aula al Senato, spiegando anche che  è stato  espulso un uomo di 67 anni che aveva fatto irruzione in una chiesa a Cles, in Trentino, urlando parole di avversione per la religione cattolica. Salgono cos a 102 gli espulsi dall'1 gennaio 2015, tra cui 9 imam, ha spiegato anche il rappresentante del Viminale.

Venezia, crocifisso danneggiato. Il racconto del custode

Come si ricorderà il giovane era entrato in chiesa, visibilmente alterato, e si era scagliato contro un crocifisso, del 1700, buttandolo a terra e rompendolo. Per fermarlo era intervenuto il custode della chiesa, Sandro Trevisan, insieme ad alcuni fedeli che in quel momento si trovavano all'interno del luogo sacro. L'uomo era stato trattenuto fino all'arrivo dei carabinieri e poi ricoverato all'ospedale di Venezia. L'uomo, scagliandosi contro il crocefisso, aveva detto: "C'è qualcosa di sbagliato". Il giovane è stato denunciato e successivamente - come ha informato ieri Alfano - espulso.

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