Caldo fatale, muore sul trattore

Marcon. Luigino Biscaro, 92 anni, trovato senza vita dai familiari nel suo vigneto. Aveva gestito il ristorante “Da Danilo”

MARCON. È stato colto da un malore fatale, lunedì pomeriggio, mentre stava per salire sul suo trattore: se n'è andato così, a 92 anni, Luigino Biscaro. Stava per concludere la consueta giornata di lavoro nei campi, in località Colmello di Marcon al confine con Mogliano. Verso la fine del pomeriggio, non vedendolo rincasare, i famigliari sono andati a chiamarlo. La tragica scoperta è toccata alla nipote.

Alle 18, circa, è scattato l'allarme, sono giunti sul posto i medici ma non c'era più nulla da fare. «Aveva pranzato con noi», racconta la figlia Nerina, «si era riposato e verso le quattro di pomeriggio era tornato al lavoro. Già la mattina aveva guidato il trattore per due orette. Assieme a mio cognato si occupava del vigneto. Malgrado l'età era ancora molto attivo e lucido: il trattore era il suo giocattolo, era davvero attaccatissimo e affezionato. Nel lutto che ci ha colpito improvvisamente pensiamo comunque che se ne sia andato vicino ad oggetto che amava».

Luigino Biscaro, che per una decina d'anni aveva gestito il bar ristorante "Da Danilo" in via Torni a Mogliano, era praticamente abbracciato ad una delle ruote del mezzo. È probabile che sia stato colpito da un infarto poco prima di mettersi alla guida. Malgrado la vecchiaia, l'arzillo nonno di Marcon, vedovo da sette anni, non aveva mai rinunciato al lavoro quotidiano nei campi.

Per anni era stato il volto dell'osteria "Da Cioca", di via Torni. Rimane ancora da definire la data dei funerali. La salma dell'anziano pensionato attende di essere esaminata dal medico legale, dopo il via libera del magistrato sarà possibile procedere con il rito funebre, che con tutta probabilità sarà celebrato nella chiesa vecchia di Marcon.

Biscaro lascia le due figlie Raffaella e Nerina, entrambe residenti in via Montegrappa al Colmello, che da anni si occupavano di accudire il padre. Piccole preoccupanti avvisaglie sul suo stato di salute si erano verificate ad inizio anno: aveva già accusato un piccolo infarto, era stato ricoverato all'ospedale dell'Angelo ed era stato presto dimesso con la prescrizione di alcuni farmaci. Il coriaceo contadino, malgrado l'età, non si è dato per vinto, ha continuato con passione a trascorrere le sue giornate all'aria aperta nei suoi campi. Forse ad essere fatale, lunedì scorso, il caldo afoso di questi giorni.

Matteo Marcon

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