Crescono le imprese nel 2015

Camera di Commercio, bilancio positivo della fusione Venezia-Rovigo con buoni segnali sul fronte dell’export

A poco più di un anno dall’accorpamento, la nuova Camera di Commercio del Delta Lagunare, nata dalla fusione degli enti di riferimento di Venezia e Rovigo, tira le prime somme e traccia un quadro della situazione economica del territorio. Ieri sono stati il presidente Giuseppe Fedalto e il segretario generale Roberto Crosta ad illustrare i risultati di questi primi dodici mesi, ribadendo come attualmente l’ente raggruppi il maggior numero di imprese in Veneto (22,3 per cento), contribuendo per il 21 per cento al valore aggiunto regionale e per il 2% a quello nazionale.

In questo periodo di transizione la Camera ha anche erogato 204.743 euro a favore delle politiche di internazionalizzazione, ha accompagnato 1.352 imprese nell’accesso al credito, sostenendole con contribuiti pari a 603mila euro; pubblicato anche un bando di 400mila euro a fondo perduto per coprire le spese d'iscrizione nella sezione speciale del registro delle Imprese.

Uno dei dati più confortanti per il 2015 è quello sul rapporto tra iscrizioni e cessazioni non d’ufficio, che dopo tre anni ritorna sopra lo zero con un saldo di 272 nuove sedi d’impresa (le iscrizioni sono aumentate dello 0,2 per cento, le cessazioni diminuite dell’8); nel dettaglio, crescono a velocità vertiginosa le aziende gestite da stranieri, che ormai rappresentano l’8,5 per cento del totale e che negli ultimi dieci anni sono praticamente raddoppiate (dal 2005 ad oggi risultano cresciute del 92,5 per cento), mentre le imprese giovanili, con titolare al di sotto dei trent’anni, proseguono nel loro crollo (in dieci anni sono diminuite del 36 per cento); quelle femminili, infine, rimangono stabili.

Dal punto di vista della ragione sociale, si assiste ad un aumento delle società di capitali (dal 2005 cresciute del 41,2 per cento), mentre sono sempre meno numerose le società di persone o individuali (rispettivamente calate del 5,6 e 12,7 per cento nello stesso arco di tempo); preoccupante, poi, la deriva negativa delle imprese artigiane, nello scorso anno diminuite dell’1,6 per cento.

Guardando ai singoli settori si nota una sofferenza persistente nei comparti edile (-2,2 per cento) e agricolo (-1,2%), ma qualche incertezza si può individuare anche per industria e commercio (in flessione per 0,2 punti percentuale), mentre trasporto e accoglienza chiudono in positivo (+2,8 e +2,6 per cento). Gli scambi con l’estero non hanno tentennato: le esportazioni sono aumentate del 5,2 per cento, le importazioni del 4,3, e anche il turismo continua a registrare numeri positivi, con aumenti sia per gli arrivi che per le presenze, anche se la permanenza media nel territorio è lievemente diminuita (da 4,7 giorni nel 2005 a quattro giorni esatti lo scorso anno).

Appare finalmente più stabile il mercato del lavoro, che nel 2015 vede un aumento dell’1,5 per cento degli occupati e una contrazione addirittura del 20,9 per cento per quanto riguarda gli individui in cerca di impiego; anche le ore di cassa integrazione sono crollate: -39,5 per cento rispetto al 2014. Sul fronte del credito, infine, aumentano i depositi (+4,2 per cento), ma diminuiscono gli impieghi (-0,4) e ovviamente si moltiplicano le sofferenze bancarie (+11,9).

Guardando al primo trimestre del 2016, in conclusione, i numeri cambiano ancora: in particolare assunzioni e cessazioni di dipendenti risultano quasi parificate (entrambe in calo), le procedure di crisi diminuiscono ulteriormente (-53,6 per cento), così come i fallimenti (-34 per cento) e mentre l’export cresce (del sette per cento), l'import riguadagna il segno negativo (-16,3 per cento).

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