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Camping, ecco i primi cartelli di divieto

Da Jesolo a Cavallino, da Caorle e Bibione i primi cittadini ribadiscono l’impegno per garantire ogni misura di sicurezza

di Giovanni Cagnassi
2 minuti di lettura

JESOLO. Controlli nei camping, i sindaci della costa veneziana pronti a collaborare con gli uffici e il personale, mentre appaiono i primi cartelli di divieto nelle strutture, a partire dal Don Bosco di Jesolo.

Si prepara la task force tra ispettori del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 10, vigili del fuoco, personale dell’Arpav, tecnici e polizia locale dei comuni litoranei. I controlli sono già partiti nei giorni scorsi con sopralluoghi nei campeggi di Bibione, Caorle, Eraclea mare, Jesolo. I primi cittadini hanno recepito le severe indicazioni della prefettura e si sono messi sull’attenti, pronti a fornire ogni risorsa in termini di personale e servizi. «I controlli serrati», dice il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, «sono più che mai opportuni e ci stiamo tutti attrezzando per questa task-force molto efficace. Per il resto, i Comuni fanno quello che possono e che è nelle loro competenze. Ogni ente e soggetto coinvolti hanno il loro compito ed è bene che lo svolgano in modo coordinato. Noi abbiamo sempre fatto quello che dovevamo in termini di sicurezza e ogni accusa è infondata. Lo dico a Sinistra Italiana che sta puntando il dito contro l’amministrazione in modo ingiusto oltre che strumentale».

Da Caorle, il sindaco Luciano Striuli fa un’analisi completa della legislazione in materia: «La legge nazionale», dice Striuli, «è completa e direi buona, anche se sono state concesse troppe proroghe e tempi lunghi per adeguarsi. Basti pensare che oltre un certo numero di presenze, nei camping dovrebbe esserci un’autopompa obbligatoria con personale addestrato all’utilizzo e regolare patentino. Una simile garanzia permetterebbe a ogni struttura di spegnere subito o comunque limitare i danni di un incendio. Per il resto, posso dire che abbiamo strutture di eccellenza, complessivamente sette campeggi che vanno controllati e questa iniziativa dell’Asl 10 e della task-force ritengo sia ottima».

Il progetto del direttore generale dell’Asl 10 Carlo Bramezza, con l’apporto del dipartimento di prevenzione del dottor Luigi Nicolardi, sta raccogliendo molti consensi e la collaborazione di tutti.

A Bibione, il sindaco Pasqualino Codognotto è altrettanto entusiasta. «Ben vengano i controlli», dice, «anche se nel nostro territorio vantiamo strutture ricettive di eccellenza che mai hanno avuto problemi finora. I sindaci sono autorità di pubblica sicurezza e quindi il coinvolgimento con la squadra formata assieme ad Asl e vigili del fuoco sarà fondamentale in un’azione davvero coordinata tra tutti gli enti e soggetti». Infine, a Cavallino Treporti, dove i campeggi sono la spina dorsale della proposta turistica, il sindaco Roberta Nesto si unisce a tutti gli altri primi cittadini. «Il rinforzo e adeguamento del piano di protezione civile», dice la Nesto, «era già un nostro obiettivo a prescindere dagli accadimenti che hanno scosso la stagione estiva e in particolari i campeggi. La protezione civile comunale è sempre in prima linea e già pronta a intervenire per ogni emergenza con squadre specializzate e formate».

Intanto sempre in tema di controlli sono al lavoro pattuglie miste in Croazia tra la polizia italiana e quella locale. Nelle maggiori località di Istria e Croazia pattugliare le città balneari, ma anche i camping e villaggi turistici dove gli italiani sono in vacanza a migliaia. Oltre alla sicurezza degli ospiti sono in prima linea per assistenza e informazione. Le pattuglie miste delle polizie in Croazia sono uno straordinario esempio di collaborazione tra paesi e unione delle forze. E potrebbero essere sperimentate anche in Italia con altri paesi, soprattutto della macroregione veneta, friulana, austriaca, slovena e croata.

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