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Sicurezza nei campeggi, interviene il prefetto. "I gestori rispettino le leggi"

Domenico Cuttaia scrive a operatori e sindaci stabilendo percorsi di controllo delle strutture

di Carlo Mion
1 minuto di lettura

JESOLO. Dopo il reportage della Nuova Venezia sulla scarsa sicurezza nei campeggi del litorale, interviene il prefetto Domenico Cuttaia. O meglio interviene di nuovo e scrive a sindaci, operatori del settore ed enti preposti ai controlli ricordando a tutti che ci sono delle leggi che devono essere rispettate. Una puntualizzazione che viene ripetuta a poco più di una settimana dall’ultimo degli incendi che hanno colpito campeggi di Caorle, Jesolo e Sottomarina.

A sette giorni dal rogo la “visita” e il successivo racconto di una nostra cronista, hanno mostrato come anche in altri camping, oltre a quello chiuso per la mancanza di norme minime di sicurezza, la situazione sia molto precaria: estintori ancora imballati, barbecue organizzati in pineta sopra foglie secche e aghi di pino, caravan addossati l’uno accanto all’altro senza vie di fuga, bombole del gas lasciate al sole.

Il prefetto Domenico Cuttaia ha stabilito dei «percorsi di controllo delle strutture» a iniziare da subito con «l’autocontrollo da parte dei gestori della presenza dei requisiti minimi di sicurezza, attraverso la predisposizione di “check list”, da affidare ai gestori, con lo scopo di verificare la presenza delle misure essenziali di sicurezza tecnico-gestionale all’interno della propria struttura».

Inoltre i gestori dovranno assicurare «la conformità degli impianti elettrici, predisporre un documento di valutazione dei rischi dell’area interessata, individuare le vie di esodo, nonché le uscite di emergenza e dei punti di ritrovo. I gestori devono predisporre i sistemi antincendio e la pulizia delle aree caratterizzate dalla presenza di elementi infiammabili, come gli aghi di pino, che facilitano la propagazione delle fiamme anche all’esterno e devono realizzare un sistema allarme sonoro e visivo da attivare in caso di emergenza».

Il prefetto, come aveva fatto dopo una riunione tecnica il 7 luglio scorso, ha scritto pure ai sindaci e li invita a controllare le strutture ricettive da un punto di vista urbanistico e sanitario. Scrive Cuttaia: «I primi cittadini devono verificare la corretta installazione delle unità abitative all’interno dei campeggi, in maniera conforme alle disposizioni urbanistiche, edilizie e igienico-sanitarie.

Spetterà ai sindaci assicurarsi che zone destinate inizialmente a parcheggio non siano state successivamente inglobate all’intero delle aree di campeggio (come successo al campeggio Bosco Pineta a Jesolo ndr), nonché verificare le dotazioni dei vari bungalow e casette, con riferimento alla presenza di piani di cottura e bombole di gas gpl, assicurandosi sulla documentazione di fabbrica e sulla loro manutenzione».

Dalla Prefettura fanno sapere che per il momento c’è una «fattiva collaborazione nella fase della prevenzione, da parte di tutti gli enti e i soggetti coinvolti». Per ora i vigili del fuoco potranno essere chiamati per fornire consulenza. Ma allo stesso tempo fanno capire che l’inizio dei controlli repressivi non è lontano.

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