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Rifiuti, il netturbino suona il campanello

Si torna all’antico per contrastare l’opera di topi e gabbiani. Barche a disposizione di chi non è in casa dalle 7.30 alle 9

Alberto Vitucci
1 minuto di lettura

VENEZIA. Lo spazzino suona sempre due volte. Eccola la rivoluzione dei rifiuti. Con un ritorno all’antico. Per evitare l’abbandono delle scoasse in calle e contrastare topi e gabbiani, i sacchetti non dovranno più essere lasciati abbandonati in strada in attesa dell’arrivo dell’operatore. Che invece adesso suonerà il campanello nella stessa fascia oraria, dalle 7.30 alle 9. Chi non è in casa potrà senza aspettare il netturbino deporre il sacchetto in barche di Veritas ormeggiate nei canali vicini.

Una piccola “rivoluzione” che sarà annunciata mercoledì a Ca’ Farsetti dal direttore generale di Veritas Andrea Razzini, dall’assessore Massimiliano De Martin e dalla consigliera Lorenza Lavini. «Ci sarà bisogno di una modifica dell’organizzazione del lavoro e di qualche operatore in più», dicono a Veritas, «ma l’esperimento di questo tipo già avviato all’Accademia ha dato ottimi risultati. Con una diminuzione drastica delle immondizie lasciate in strada e incustodite. Si prova a contrastare così l’invasione dei topi e dei gabbiani. Grossi roditori si vedono circolare di sera e di notte, attratti dai rifiuti abbandonati, spesso anche da sacchi di bar e ristoranti. Anche i gabbiani si sono fatti più aggressivi. Strillano di giorno e di notte, sono più numerosi e vanno a caccia di cibo. Li si vede aggredire altri volatili, a cominciare dai colombi, divorare scarti di pesce e cibo in Pescheria. Ma anche rompere con il becco i sacchetti abbandonati per la strada. Risultato, sporcizie dappertutto, particolarmente preoccupante nella stagione estiva.

L’attore Maurizio Bastianetto, che abita vicino a una «discarica» spontanea, a Santi Apostoli, ha affisso un cartello ironico. «Invece di vietare», dice, «ho pensato di invitare. Invitare i maleducati a depositare le loro immondizie in strada. Dopo due giorni di cartelli appesi di sacchetti non ne abbiamo più visti». Resta il problema di una città ad alto tasso turistico che produce ogni giorno non soltanto i rifiuti delle famiglie ma quelli delle centinaia di attività commerciali e soprattutto esercizi pubblici, bar, ristoranti, pizze al taglio e kebab. Centinaia di tonnellate ogni giorno che non sono un’emergenza grazie alla raccolta differenziata – i contenitori però non si trovano più – e la grande quantità di rifiuti inviata all’incenerimento.

Un altro problema, mai risolto è la mancata raccolta delle immondizie la domenica. Adesso si cambia. O almeno si tenta una strada diversa. Sacchetto in casa finché non passa lo spazzino.

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