Tipicità, ecco il logo “Autentico Venezia”

Le attività aderenti potranno essere inserite in una speciale guida da vendere online

Le attività imprenditoriali che rappresentano la venezianità o il modo di vivere veneziano possono candidarsi per ottenere il marchio «Autentico Veneziano», ideato da Pier Alvise Zorzi in collaborazione con Venessia.com e Evenice.it.

Il primo ad averlo ricevuto è stato Donato Riccio, proprietario del bacaro “Riccio Peoco” in Campo Santi Apostoli, per i suoi cicchetti squisitamente veneziani. Chiunque voglia candidarsi può farlo e, se le caratteristiche rappresentano la venezianità, riceverà gratuitamente l’adesivo con i colori della bandiera di San Marco e una A e una V incrociati. Quando si sarà raggiunto un numero cospicuo di posti che vanno da attività enogastronomiche ad attività culturali, come per esempio la libreria la Marco Polo, ne nascerà una guida esclusiva da vendere online a un prezzo non da poco dato che il ricavato andrà devoluto per aiutare un’attività a rischio di chiusura o finanziare un progetto, sempre legato alla venezianità. I futuri acquirenti della guida avranno la garanzia di poter girare in una Venezia «autentica», indicata da quei cittadini che da anni cercano di preservarla, e non si parla di acquirenti qualunque, ma si punta in alto. Zorzi sta infatti pensando di proporla al Principe Carlo d’Inghilterra o al Circolo della caccia.

«Vogliamo occuparci della gente» ha detto Zorzi al Riccio Peoco con Matteo Secchi di Venessia.com e Filippo Merlo di Evenice.it «e non delle pietre. È un progetto che si sviluppa in un lungo periodo. Per venezianità non intendiamo chi è nato qui, ma chi ha assunto ormai il modo di vivere veneziano, come il signore tunisino che vende abiti usati davanti alla Coop vicino al Giorgione che è qui da 30 anni e ormai è a tutti gli effetti veneziano».

Insomma, i privati cittadini si sono arrangiati: «Non è un messaggio politico» hanno detto «ma è vero che da anni chiediamo e proponiamo che Venezia non sia venduta a chiunque e sia tutelata, senza avere risposte. Chiunque voglia associarsi lo può fare. È vero, siamo privati, ma ricordo che in passato il successo di Venezia è dato da un’associazione di aristocratici che fanno impresa e capiscono che è una macchina perfetta per creare profitto e riversarlo nella città stessa». (v.m.)

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