Sabbia per il ripascimento necessari 530mila metri cubi

VENEZIA. Lo studio presentato dal professor Pietro Ruol del dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova, parla chiaro: servono almeno 530 mila metri cubi di sabbia...

VENEZIA. Lo studio presentato dal professor Pietro Ruol del dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova, parla chiaro: servono almeno 530 mila metri cubi di sabbia per il ripascimento del litorale veneto. È stata creata una mappa di priorità per evitare qualsiasi genere di speculazione o polemica, sommando diversi indici di criticità riscontrati. «L’approvvigionamento per la manutenzione annuale può essere garantito dalla sabbia della fascia costiera, in grado di fornire circa 320 mila metri cubi l’anno, andando a prelevarla in giacimenti formatisi alle foci dei fiumi», assicura il professor Ruol, «La restante quantità può essere reperita da cave in mare che hanno una maggiore disponibilità di sabbia (stimata in 133 milioni di metri cubi, ndr), ma più costosa poiché servirebbero draghe che in Italia al momento non sono disponibili, e che hanno invece Paesi come Belgio e Olanda. Le stesse già usate a Pellestrina quindici anni fa. Proprio l’esempio di Pellestrina dimostra il buon lavoro fatto in quel contesto, creando una spiaggia praticamente da zero. Poi c’è stata l’erosione, ma dopo tanti anni un ripascimento serve».

«A ridurre l’apporto di sabbia sulle spiagge e alle foci dei fiumi», ricorda l’assessore Bottacin, «sono anche gli impianti idroelettrici lungo i fiumi, sempre più numerosi e che modificano di fatto la distribuzione dei sedimenti». (s.b.)

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