«Mose, verifiche tecniche super partes»

VENEZIA. Avviare al più presto le verifiche tecniche sul Mose affidandole a un team di esperti «super partes». Felice Casson torna all’attacco. E ha presentato ieri in Senato una lunga...

VENEZIA. Avviare al più presto le verifiche tecniche sul Mose affidandole a un team di esperti «super partes». Felice Casson torna all’attacco. E ha presentato ieri in Senato una lunga interrogazione ai ministri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei Beni culturali. Ricostruisce la controversa storia del progetto Mose, approvato nonostante i tanti dubbi espressi negli anni da organismi tecnici anche molto autorevoli. E facendo seguito alla mozione approvata alla quasi unanimità dal Senato, qualche giorno fa, chiede al governo una verifica su tutte le criticità del progetto di dighe mobili.

Non soltanto le vicende giudiziarie, scrive Casson, ma anche criticità e problemi segnalati di recente dal Cnr come la subsidenza dovuta proprio al peso dei cassoni in calcestruzzo alle tre bocche di porto. Oppure le difficoltà di funzionamento che ci sarebbero in condizioni di mare mosso, rilevate dalla società internazionale specializzata in rilievi sottomarini «Principia». Dubbi sollevati dal Comune, qualche anno fa, a cui non è mai stata risposta.

Allora il Comune fu l’unico a votare contro in Comitatone alla proposta di far ripartire i lavori. Nel 2006 il Comune, allora guidato dal sindaco Cacciari, aveva convinto il governo della necessità di un confronto tecnico tra le diverse soluzioni sul tappeto, compresa quella più economica delle paratoie a gravità e altre più reversibili come le navi affondate alle bocche di porto e il rialzo dei fondali. Ma il governo (Berlusconi, poi Prodi) scelse di andare avanti con la grande opera da 5 miliardi e mezzo. Che ha già dato molti problemi. «Adesso occorre avviare il confronto tecnico», conclude Casson, «e cominciare ad affrontare il nodo della manutenzione, che potrebbe costare alla collettività fino a 100 milioni l’anno». (a.v.)

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