Muore d’infarto mentre gioca a tennis

Portogruaro. Alessandro Bianchin, 43 anni, di Pradipozzo. La tragedia in provincia di Trieste dov’era andato per un torneo

PORTOGRUARO. Tragedia nel mondo sportivo portogruarese. Alessandro Bianchin, 43 anni, di Pradipozzo, è morto fulminato da un infarto durante una partita di tennis. La tragedia è accaduta domenica mattina sul Carso triestino nell’impianto dei Campi Rossi di Borgo Grotta Gigante. La vittima è un giocatore di Pradipozzo che milita nel Tennis Club Gold di Bagnarola di Sesto al Reghena nel vicino pordenonese. Bianchin il giorno prima a Villotta di Chions aveva festeggiato in un ristorante gli undici anni di matrimonio con la moglie Barbara Bellia.

Bianchin stava partecipando al campionato a squadre D3 maschile. La tragedia attorno alle 11. Bianchin in forza con il tennis club Gold stava giocando un singolo. Dall’altra parte della rete c’era il giocatore triestino Manfredi Ferretti. La partita era sul 5/2 in favore del triestino. L’avversario stava impegnandosi al massimo. Ed è stato a questo punto, così hanno riferito alcuni presenti, che Bianchin ha chiesto una sospensione lamentando un malore e si è avviato verso lo spogliatoio, dove la situazione è precipitata. Si è appoggiato le mani al petto e ha perso conoscenza.

«Ho capito subito che era grave e ho chiamato il 118», racconta turbata Daniela Sain, la responsabile della struttura sportiva che aggiunge: «Bianchin era un bravissimo giocatore. Siamo rimasti tutti sconvolti di quello che è accaduto». Sul posto è giunta dopo pochi minuti un’ambulanza del 118 e l’auto medica. I sanitari si sono resi conto della gravità della situazione e hanno praticato allo sportivo la terapia di emergenza. Bianchin è stato intubato e sottoposto alla respirazione artificiale. Ma il suo cuore non ha reagito. E dopo circa mezz’ora di tentativi i soccorritori hanno dovuto cedere. Morto, dirà poi il medico, per un probabile infarto.

Alessandro Bianchin, da quanto appreso, fino a ieri non aveva mai accusato alcun problema di salute. Faceva parte, come detto, della rappresentativa del sodalizio di Sesto al Reghena che partecipava al campionato a squadre a livello regionale. Era giunto a Sgonico assieme ad altri quattro componenti della squadra del tennis club Gold. Subito sono iniziati gli incontri di singolo e di doppio, come previsto dal programma. L’atleta si era così cimentato in una partita contro il rappresentante triestino. Nella prima fase si è difeso con grande forza e impegno. Poi, così hanno detto, ha cominciato a sentirsi mancare le forze. Ma nessuno ha pensato che quello fosse il segnale di un probabile infarto. Infatti ha continuato a giocare finché non ce l’ha fatta più. Gli mancava il respiro e gli girava la testa. «Ho un piccolo mancamento, vado nello spogliatoio», ha detto chiedendo la sospensione della partita. Quando è arrivato allo spogliatoio si è accasciato. Un giocatore che era lì gli ha preso la mano e si è reso conto che le forze stavano abbandonando il tennista. Così ha chiesto l’intervento della responsabile che ha chiamato immediatamente il 118. Ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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