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«Imbarchi più lunghi, orari da rivedere»

Al secondo giorno di sperimentazione Seno (Avm) annuncia altri correttivi. Ma c’è chi gli suggerisce: «Più vaporetti»

di Alberto Vitucci
1 minuto di lettura

«Cosa entriamo a fare per primi nel pontile se poi non ci sono i vaporetti?». Secondo giorno per il progetto sperimentale dell’imbarco prioritario agli imbarcaderi Actv. A Rialto, piazzale Roma a Lido residenti e lavoratori del centro storico e isole entrano dalla corsia dedicata con l’abbonamento. Basterà per scongiurare gli assalti e le proteste dello scorso anno? Il sindaco Luigi Brugnaro ha lanciato l’idea e l’ha definita «una figata». Ma il direttore generale di Avm Giovanni Seno frena: «Si allungano i tempi di imbarco, forse dovremo rivedere gli orari». Proprio quello che i veneziani non vogliono. È stato già fatto, ed è una delle cause degli affollamenti e dei disagi.

Da tre anni la frequenza delle corse dei vaporetti in Canal Grande è stata modificata. Non più linea 1 e linea 2 ogni dieci minuti (12 corse l’ora) ma ogni 12 minuti (10 corse l’ora). Se la gente aumenta e le corse diminuiscono, è chiaro che i disagi crescono. Anche perché gli orari di partenza da piazzale Roma, non sono fatti certo per migliorare il servizio. Linea 1 e linea 2 partono quasi insieme, a 3 minuti di distanza. Spesso si devono mettere in coda e attendere per arrivare al pontile. Così alle Fondamente Nuove, dove linea 4.1 e 5.1 verso il Lido partono con due minuti di distanza. Chi li perde deve aspettare 18 minuti. Primo problema, i vaporetti. Un ripensamento di orari e offerta, suggeriscono gli stessi piloti dell’azienda, è necessario. Funzionano le corsie separate? Presto per tracciare un bilancio. Visto che il periodo non è dei più affollati, e molti aggiustamenti sono in corso. Ma c’è chi si chiede se tanto sforzo produrrà dei risultati. Il tentativo precedente era miseramente fallito. E allora le corsie diversificate non erano chiuse da tornelli.

Ieri, secondo giorno, numerose le proteste. Un dipendente Actv che abita a Chioggia: «Io non ho diritto alla priority, devo mettermi in coda». Una vigilessa del Comune con tesserino di servizio arriva di corsa per salire a Rialto, il tornello non si apre. «Non sono abilitati», provvederemo, spiega una gentile addetta di Vela. Non entrano nemmeno le forze dell’ordine, devono farsi la coda e accedere nella corsia «All passengers» pendolari e lavoratori che non si sono fatti “configurare” la tessera. Problemi anche per le coppie «miste». Se una veneziana ha un fidanzato di Milano devono salire in via separata, uno di qua e uno di là. «Aggiustamenti che faremo», assicurano all’Actv. Intanto ieri situazione abbastanza regolare. Nonostante lo sciopero della sigla sindacale Usb che ha raccolto soltanto il 22 per cento di adesioni in laguna, il 27 tra gli autobus.

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