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Senza fissa dimora 600 assistiti in 2 anni

Dieci anni di impegno verso i diritti dei più deboli, e una preziosa eredità lasciata dall'avvocato Marco Giacomini che con tenacia e sensibilità ha voluto lo sportello che garantisca anche ai meno...

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Dieci anni di impegno verso i diritti dei più deboli, e una preziosa eredità lasciata dall'avvocato Marco Giacomini che con tenacia e sensibilità ha voluto lo sportello che garantisca anche ai meno abbienti la giusta assistenza legale. Ieri la cooperativa Gea ha intitolato proprio a lui la sede del suo sportello legale, con una breve ma significativa cerimonia alla quale hanno partecipato avvocati, rappresentanti delle Politiche sociali comunali e del progetto Senza Dimora, cui appunto la Gea aderisce.

Nei soli ultimi due anni lo sportello ha dato assistenza a 595 persone, in maggioranza uomini tra i 35 e i 49 anni, ma sono stati molti anche quelli sopra i 60. Con il passare degli anni lo sportello ha visto la componente italiana superare quella straniera (in maggioranza africana), segno che la crisi economica sta colpendo duramente anche chi stava “meglio” fino a poco tempo fa.

Tanti i problemi affrontati: la perdita dei diritti, del lavoro, della casa o l'impossibilità a pagare l'affitto. E poi divorzi, separazioni o sofferenze psicologiche. «La nostra attività prosegue sull'onda di quanto fatto da Marco Giacomini», sottolinea Pierpaolo Sante, presidente di Gea.

«La targa a lui dedicata è un segno di stima e riconoscenza alla sua intuizione. Un uomo di eccezionale sensibilità e grandi capacità professionali che va ricordato come si deve».

E di recente proprio a Giacomini è stata intitolata anche la Scuola di formazione per avvocati penalisti abilitati alla difesa d'ufficio dinanzi al Tribunale dei Minori. Tra i tanti temi che lo sportello legale della cooperativa Gea affronta, ci sono pure le difficoltà del rinnovo per il permesso di soggiorno, le richieste di cittadinanza, le situazioni debitorie verso i privati, e le richieste di residenza e di una casa popolare.

«Quando la gente pensa ai senza dimora li associa alla beneficenza, invece l'aspetto più importante è garantirgli i diritti fondamentali», rimarca Marino Costantini della Direzione politiche sociali del Comune.

«Con questo sportello si dà loro una possibilità per riscattarsi. Venezia a livello di assistenza non è seconda a nessuno, ma sui diritti c'è ancora da lavorare». Infine Edda, madre di Marco Giacomini: «Mio figlio sarebbe felice di questa intitolazione, e il mio augurio è che questo sportello possa continuare a esistere anche in futuro per aiutare le persone più bisognose».

Simone Bianchi

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