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Annone, l'armadio di casa diventa serra per coltivare droga

La scoperta dei carabinieri nell'abitazione di un 22enne. Nel mobile nascondeva lampade alogene, ventilatori e varie piantine. Sequestrato anche il denaro

Rosario Padovano
1 minuto di lettura
L'interno del mobile era allestito come una serra (foto cortesia carabinieri) 

ANNONE. Un ragazzo di 22 anni di Annone, R.D., originario di Motta, senza lavoro e incensurato, è stato arrestato e poi rilasciato per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. Aveva trasformato il suo armadio in una vera e propria serra per far crescere le piantine di droga. R.D., una volta convalidato l’arresto, è stato poi liberato su disposizione del giudice di Pordenone, in attesa di processo.

L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri di Annone Veneto. Il 22enne è stato sorpreso in flagrante. Da giorni le indagini erano concentrate su di lui perché i militari avevano raccolto elementi che non lasciavano molti dubbi sulle sue responsabilità. Le indagini si sono allargate anche al Trevigiano (Motta e Meduna) e al Pordenonese (Pravisdomini e Chions).

All'apparenza pareva un normale armadio, seppur stranamente "luminoso" (foto cortesia carabinieri) 

Mercoledì mattina i carabinieri hanno bussato alla porta di casa del ragazzo con un mandato di perquisizione. R.D. non ha potuto nascondere nulla. Sono stati rinvenuti 6 grammi di hashish, alcuni semi di cannabis, un bilancino di precisione e una serra casalinga per la coltivazione della marjiuana. Nella camera da letto i militari avevano notato infatti una luce molto intensa, anomala, provenire dall’interno dell’armadio guardaroba, adibito a contenitore per far crescere le piante di droga. Vi erano lampade alogene, un ventilatore, un rivestimento in carta stagnola. Lo stupefacente, seppur ancora in germogli, faceva capolino tra il terriccio che riempiva 4 vasi posti con cura all’interno dell’armadio trasformato in serra per la produzione illegale. Nella circostanza i militari hanno anche sequestrato una somma di denaro contante, sospetto provento dell’illecita attività.

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