Ferrovie-Comune, nuove prove di accordo

Incontro ieri tra De Vito (Sistemi Urbani) e l’assessore De Martin per il masterplan della Stazione

Nessun commento dall’amministrazione comunale ma ieri l’amministratore delegato di Sistemi Urbani, la società del gruppo Ferrovie, Carlo De Vito è arrivato a Mestre per confrontarsi con l’amministrazione Brugnaro sul futuro dell’accordo di programma sull’area della stazione di Mestre. Al confronto con De Vito non è andato il primo cittadino, Luigi Brugnaro, ma l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin assieme ai tecnici dell’assessorato.

L’incontro conferma nei fatti che Comune e Sistemi Urbani di Fs proseguono il dialogo sull’accordo di programma per l’area della stazione di Mestre. Un dialogo che era stato annunciato giovedì scorso in consiglio comunale dallo stesso sindaco di Venezia che aveva chiarito alla città quali fossero i motivi che hanno portato alla mancata firma sul vecchio accordo, lasciato in eredità dall’amministrazione Orsoni. Brugnaro sta dialogando con Ferrovie per realizzare un grande edificio a tre piani sopra la stazione di Mestre. «Un edificio che metta in collegamento Mestre con Marghera, la stazione con l'area di via Ulloa dove il gruppo Salini da tempo vuole costruire le sue torri. Le trattative sono aperte. Potrebbe essere l'edificio della nuova stazione ferroviaria ma anche un centro commerciale», ha detto in aula Brugnaro. Un edificio grande con una larghezza dai 30 ai 50 metri, a tre piani, con un giardino sulla sommità e la possibilità, ha azzardato il sindaco, di attraversarlo anche a piedi o in bici mettendo in collegamento Mestre e Marghera, tagliate in due dai binari ferroviari che verrebbero scavalcati dalla nuova costruzione. Un «moderno Ponte di Rialto», per citare le parole usate dal primo cittadino.

Ieri è ripreso il confronto tra De Vito e i tecnici del Comune per tentare di portare in porto la revisione, profonda, del vecchio accordo di programma ma non è ancora chiaro se l’investimento sarà di Ferrovie oppure di altri privati. Di certo, viste le magre finanze comunali, è escluso un investimento di Ca’ Farsetti. E il progetto di finanza, accennato da Brugnaro come una delle ipotesi, è tutto da valutare. Nel nuovo accordo dovrebbe entrare anche un collegamento sopraelevato tra Gazzera e Piraghetto mentre resta confermato l’intervento sull’ex scalo merci con 18 mila metri quadri destinati ad ingrandire il parco Piraghetto.

Per il palazzo delle ex Poste, dopo l'abbandono degli spagnoli di H10, che si sono stancati di quattro anni di attesa senza un via libera al masterplan, si sa che la proprietà, l’immobiliare Favretti, nonostante il colpo, intende proseguire con il progetto e cerca nuovi partner per trasformare l’edificio in albergo. La ricerca di nuovi investitori è ripresa nei giorni scorsi. (m.ch.)

Video del giorno

Trieste, manifestante si sente male: poliziotti lo soccorrono poi l'abbraccio con un agente

Gallinella su purea di zucca, patate croccanti e cavolo riccio

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi