«Controlli contro l’abbandono di amianto»

Scatta l’allarme dopo che Veritas ha chiuso gli ecocentri agli inerti. «Li lasceranno a bordo strada»

MIRANO. C’è amianto nei rifiuti inerti, Veritas sospende a tempo indeterminato il ritiro negli ecocentri e in Riviera e Miranese scoppia la protesta. Insorgono cittadini, gruppi e movimenti, che lanciano l’allarme: «C’è il rischio di abbandono dei rifiuti, con pericolo per la salute e l’ecosistema».

Veritas ha annunciato lo stop alla ricezione di rifiuti inerti in tutti i suoi ecocentri lunedì, a tempo indeterminato: scarti e rimanenze di materiali da costruzione, o derivanti da demolizioni, cantieri e scavi non potranno più essere portati in discarica. I gestori degli impianti di trattamento hanno infatti segnalato la presenza di amianto all’interno dei carichi in arrivo dagli ecocentri e questo, oltre ad andare contro la legge, provoca l’aumento dei costi e dei tempi di trattamento, visto che l’amianto deve essere smaltito a parte, con procedure diverse rispetto agli inerti. Si cercano soluzioni, ma nel frattempo gli ecocentri sono off-limits agli inerti e cresce l’allarme per il rischio che quelli con amianto possano essere abbandonati e creare pericolo per la salute.

Massimo De Pieri, del Movimento 5 stelle del Miranese, bolla la decisione di Veritas come un errore grossolano: «I sindaci intervengano», afferma, «il pericolo non è solo il conferimento nelle isole ecologiche, a fianco dei cassonetti, ma non è da escludere che più di qualcuno scelga di scaricare i materiali nei fossi o nei campi, creando tante discariche abusive e fenomeni di inquinamento incontrollabili. Veritas deve assumersi l’onere di ritirare questi rifiuti, educando a un corretto conferimento, non vietarlo. La loro iniziativa rischia di essere potenzialmente più pericolosa del problema che vorrebbero risolvere».

De Pieri chiede ai sindaci e alle forze dell’ordine di aumentare i controlli ambientali, proprio per evitare che gli inerti destinati all’ecocentro finiscano per essere abbandonati abusivamente.

Scatenati anche gli ambientalisti: «Siamo preoccupati perché non viene indicata alcuna alternativa all’ecocentro», incalza Vincenzo Rino Franzin, del comitato Difesa ambiente e territorio, «questi inerti hanno così una buona probabilità di finire a bordo strada o direttamente nei cassonetti sottocasa, con l’aggravante che possano anche contenere amianto. Vengano subito fissati dei tempi per la riapertura degli ecocentri e i sindaci si attivino per scongiurare pratiche come quella dell’abbandono».

Filippo De Gaspari

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