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L’incidente sulla Triestina lunedì la nuova perizia

Annone. Nello schianto contro due alberi morì Valentina Genovese, 31 anni Rimasero feriti anche due soccorritori. Sotto inchiesta un altro automobilista

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ANNONE VENETO. Si arricchisce di un nuovo capitolo l’inchiesta sulla morte di Valentina Genovese, la donna di 31 anni tragicamente scomparsa poco più di un mese fa in un terribile incidente stradale, sulla Triestina, a seguito del quale due soccorritori sono rimasti feriti travolti da un’altra macchina. La Procura di Pordenone ha disposto una nuova perizia sulla dinamica, la seconda. Il giudice Umberto Vallerin vuole sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. Infatti di sicuro il guidatore della macchina investitrice, un sandonatese, G.P., non è più incolpabile per omicidio colposo, in quanto la donna morì sul colpo, come stabilito dall’autopsia eseguita sulla salma dal medico legale di Portogruaro, Antonello Cirnelli. Non è però estraneo all’inchiesta. Dovrebbe restare indagato per il reato di lesioni colpose, visto che è finito per travolgere due persone che si erano fermate sul luogo del disastro, a Loncon, per prestare l’inutile aiuto alla malcapitata automobilista.

Così lunedì mattina si svolgerà la nuova perizia dinamica su entrambe le automobili coinvolte nei due sinistri ravvicinati: quella di Genovese, una Peugeot 208, e quella di G.P., una Fiat Idea. Perito incaricato è stato nominato l’ingegnere Pierluigi Zamuner, che ha eseguito la perizia anche sui mezzi coinvolti nel terribile schianto del 5 gennaio scorso sulla tangenziale di Portogruaro ghiacciata (per il quale sono indagate tre persone) a seguito del quale restò gravemente ferita la studentessa di Teglio Veneto Rossella Scala.

Valentina stava rientrando a casa dopo aver incontrato delle amiche a Portogruaro, la mattina seguente sarebbe dovuta ripartire per l’Inghilterra. A Londra aveva cercato lavoro, ed era in prova. Voleva cambiare aria e vita, dopo una delusione d’amore. Morì scontrandosi su due alberi, di fronte all’abitazione di due zii paterni, che non l’avevano subito riconosciuta.

Dopo l’incidente si fermarono a soccorrerla, senza sapere che era già morta, Andrea Moretto, operaio di 33 anni cugino di primo grado del deputato tosiano Emanuele Prataviera che si è sempre battuto per una maggior sicurezza sulla Triestina, e Manuel Bincoletto, un 22enne. Moretto restò gravemente ferito, mentre Bincoletto se la cavò con ferite superficiali.

Rosario Padovano

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