Biblioteca, Bastianello assolto: «Dice la verità»

La corte d’Appello dà ragione all’imprenditore che aveva denunciato l’appalto truccato

SPINEA.

L’appalto per la biblioteca di Spinea non l’ha portato a termine, i funzionari comunali che lui ha denunciato sono alla fine stati assolti, ma alla fine una vittoria l’ha ottenuta: nei giorni scorsi la Corte d’appello ha dato ragione all’imprenditore di Selvazzano Giuliano Bastianello che nel sito della sua azienda, la «Elvis Elettronica», aveva denunciato «il malcostume», il «piano ben orchestrato» e «circuiti viziosi tra progettisti, consulenti ed esperti che giocano slealmente».

Il vincitore dell’appalto della biblioteca «era già designato e gli altri partecipanti rappresentavano solo il necessario elemento di disturbo ad un piano ben orchestrato. Nonostante questo, Elvis Elettronica vi ha partecipato, ottenendop per due volte l’aggiudicazione dell’appalto. Una prima volta per l’estromissione del vincitore designato, la cui offerta presentava vizi insanabili. La seconda volta davanti al Consiglio di Stato...Sembra che per il Comune di Spinea la sentenza del Consiglio di Stato non sia mai esistita. Il funzionario ha proseguito nell’affidamento, privo di ogni presupposto giuridico, alla ditta illegittimamente aggiudicataria. Non solo, per coprire ritardi e manchevolezze delle forniture sono arrivati di concerto con i rappresentanti della medesima ditta a redigere false certificazioni di esecuzione dei lavori». Questo Bastianello aveva scritto e il Tribunale di Padova lo aveva condannato per diffamazione a pagare 10 mila euro alla ditta «Harmonie Project». Adesso, invece, la Corte d’appello di Venezia ha ribaltato la sentenza, sostenendo che avrebbe esercitato un «legittimo esercizio del diritto di critica», visto che «valutato il contesto nel quale la vicenda si è sviluppata, anche in sede di giustizia amministrativa, i noti requisiti della verità, pertinenza e continenza espositiva dei fatti possono ritenersi sufficientemente rispettati». Conseguentemente, «Harmonie Project» è stata condannata a restituire i 10 mila euro pagati in esecuzione della sentenza del Tribunale di Padova.

Giorgio Cecchetti

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