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Capanne al Lido, servirà il permesso a costruire

Dopo il nuovo incontro in Procura, i dirigenti di Ca’ Farsetti d’accordo con i pm. Il procuratore: «Individuate le soluzioni per l’avvio della stagione balneare»

Giorgio Cecchetti
1 minuto di lettura

LIDO. Toccherà a Ca’ Farsetti decidere se concedere e a chi dare i permessi a costruire. Al termine del secondo incontro, martedì in Procura, anche i rappresentanti dell’amministrazione municipale si sono convinti che per le capanne ci vuole il permesso a costruire, quello che sostenevano i pubblici ministeri. Per il Comune, all’incontro, c’erano il prosindaco del Lido Paolo Romor, il direttore dell’Edilizia privata Maurizio Dorigo e la dirigente degli Affari giuridici e atti autorizzativi Elisabetta Piccin, ma c’era pure il comandante della Polizia municipale, cioè il capo di coloro che hanno segnalato le irregolarità sugli arenili alla Procura. Poi è arrivata la Soprintendente alle Belle arti e al paesaggio Emanuela Carpani. Per la Procura c’era il procuratore aggiunto Adelchi D’Ippolito, il pubblico ministero Francesca Crupi, che coordina le indagini dei vigili urbani e la Guardia di finanza, e gli altri tre sostituti procuratori che si occupano di violazioni urbanistiche.

Nel primo incontro, la scorsa settimana, i rappresentanti di Ca’ Farsetti non sembravano convinti della necessità del permesso a costruire, ora evidentemente si sono persuasi, ma non è ancora chiaro a chi verrà concesso e per quali volumi. Sono esclusi da questa necessità gli stabilimenti balneari che sono attivi da prima del 1942, come Excelsior e Des Bains.

«L’incontro è stato di grande utilità», ha dichiarato al termine il procuratore aggiunto D’Ippolito, «e il confronto si è svolto in un clima di serenità. Abbiamo approfondito la situazione degli stabilimenti balneari del Lido e abbiamo individuate una serie di possibili soluzioni che consentiranno l’avvio della stagione balneare», quella che inizia tra poco più di un mese. La Soprintendente Carpani, dall’altro lato, dovrà valutare se e a chi concedere l’autorizzazione paesaggistica, che manca alla maggior parte degli stabilimenti lidensi.

Il procuratore aggiunto si è dimostrato ottimista, probabilmente anche dopo aver parlato con il prosindaco e con i dirigenti comunali, quelli che saranno incaricati di avviare le procedure e istruire le numerose pratiche che giungeranno sui loro tavoli per ottenere il via libera entro un mese: all’apertura della stagione balneare 2016, infatti, mancano poche settimane. Sarà una corsa contro il tempo e ci saranno anche da valutare le volumetrie. Infine, è probabile che le autorizzazioni concesse per il 2016 dovranno essere rinnovate di anno in anno, visto che le capanne alla fine di ogni stagione vengono smontate e accatastate per poi essere rimesse sull’arenile al loro posto.

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