La Cgia: «Il notaio è garanzia di occupazione e legalità»

MESTRE. Liberalizzazioni, crisi finanziaria e nuove abitudini dei consumatori: in che modo questi fattori economici hanno inciso sul ruolo dei notai? È a questa domanda che ha cercato di rispondere...

MESTRE. Liberalizzazioni, crisi finanziaria e nuove abitudini dei consumatori: in che modo questi fattori economici hanno inciso sul ruolo dei notai? È a questa domanda che ha cercato di rispondere un'analisi commissionata al centro studi della Cgia di Mestre da Federnotai Triveneto e dal Comitato interregionale dei consigli notarili delle Tre Venezie, prendendo in considerazione anche un caso specifico, quello del mercato automobilistico nazionale, come cartina di tornasole di quanto e come possa influire la mancanza di una simile figura professionale. Nel corso degli ultimi dieci anni, nonostante il crollo dei mutui e delle contrattazioni immobiliari (calo dei ricavi del 34% per gli studi), i notai hanno continuato a generare occupazione: attorno ad un professionista del settore si trovano infatti una media di altri otto impiegati, tra dipendenti e collaboratori, che nell'86 per cento dei casi possono contare su un contratto a tempo indeterminato.

Nemmeno la crisi ha saputo intaccare questa proporzione virtuosa: nel 2011, infatti, le assunzioni sono aumentate del 3,4 per cento. A questo si aggiunge la comprovata efficacia del sistema notarile: i contenziosi in materia immobiliare, ad esempio, in Italia sono appena lo 0,003 per cento, mentre nei paesi anglosassoni (la cui normativa non prevede la figura del notaio) si arriva a sfiorare la media di una controversia ogni quattro contratti firmati. Analizzando infine il mercato automobilistico, lo studio ha voluto porre l'attenzione sugli effetti delle recenti liberalizzazioni (a partire dal Decreto Bersani del 2006 non serve la firma notarile per il passaggio di proprietà dei veicoli): ne emerge un quadro generale che, a fronte di un risparmio pressoché inesistente (la pratica del notaio costava al privato 36 euro nel 2005, l'intervento Aci ne vale 27, mentre per il ricorso ad agenzia si può pagare anche 150 euro), ha in realtà causato un aumento vertiginoso di illeciti: come riportato dalla stessa Polizia di Stato, infatti, in Italia ad oggi si possono identificare oltre 1500 persone intestatarie di una cinquantina di automobili a testa, mentre più di 150mila risultano essere i veicoli con intestatari plurimi; di questi, poi, il 71% non risulta coperto da assicurazione e proprio le vetture dalla proprietà dubbia si rivelano essere responsabili di un mancato pagamento al casello ogni quattro.

Giacomo Costa

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