In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Quindici ragazzini devastano una vecchia casa colonica

MOGLIANO. Hanno tentato letteralmente di demolire una vecchia casa colonica nelle campagne moglianesi, al confine con Marcon: erano quasi a metà dell’opera, ma la loro presenza sopra al tetto del...

1 minuto di lettura

MOGLIANO. Hanno tentato letteralmente di demolire una vecchia casa colonica nelle campagne moglianesi, al confine con Marcon: erano quasi a metà dell’opera, ma la loro presenza sopra al tetto del rudere ha insospettito i passanti.

È scattata così la segnalazione ai carabinieri: ora un gruppo di ragazzini tra i 13 e i 15 anni rischia la denuncia per danneggiamenti, violazione di proprietà privata e false dichiarazioni. Lo scorso fine settimana la baby gang ha deciso di trascorrere il sabato pomeriggio in aperta campagna. Ma non si è trattato di una normale gita: l’evento si è trasformato in un furioso raid vandalico. Sono state prese di mira due vecchie case rurali diroccate nell’area tra Mogliano e Marcon, in via Bonfadini. A notare ciò che stava avvenendo è stato un podista: avrebbe avvistato l’insolita presenza di alcune persone sopra al tetto dando subito l’allarme. Quando sono arrivati, i carabinieri hanno potuto constatare i numerosi danni all’edificio. Le persone coinvolte nella “demolizione fai da te” sono una quindicina.

«Si stavano tirando tegole l’un l’altro dal tetto», racconta Paolo Pesce, proprietario dell’immobile, «e hanno allagato tutta la zona tappando una fontana. Si è creato un lago proprio davanti alla casa. Oltre a sradicare gli infissi e lanciarli tutt’attorno, hanno anche provato a demolire la copertura di lamiera. Sono gesti completamente sconsiderati anche perché, comportandosi in questo modo, hanno messo a rischio la loro stessa incolumità». I genitori dei ragazzini sono stati convocati dai carabinieri. Ma anche davanti alla divisa, alcuni baby vandali non hanno mostrato grande disciplina: uno di loro ha cercato di fornire false generalità dichiarando di chiamarsi “Antonio Vivaldi”. Ora il gruppetto, oltre alle pendenze di natura penale, rischia di dovre rimborsare tutti i danni. (m.m.)

I commenti dei lettori