Morto per amianto, pagano Actv e Comune

Duecentomila euro di risarcimento per un ex dipendente Acnil, rispetto al milione inizialmente fissato

VENEZIA. Comune e Actv pagheranno circa 200 mila euro come risarcimento danni agli eredi di un dipendente dell’Acnil - l’azienda che aveva preceduto quella attuale di trasporto acque - che era morto nel 1978 per un mesotelioma pleurico che aveva contratto per effetto dell’esposizione a fibre di amianto durante la propria attività lavorativa alle dipendenze della società comunale.

Era una causa che si trascinava da anni che aveva avuto un primo esito nel giugno di due anni fa, quando il Tribunale di Venezia aveva decretato la colpevolezza - al tempo - dell’Acnil, chiedendo pertanto la condanna di Actv a pagare a ciascuno degli attori la somma di circa 326 mila euro per ognuno dei tre eredi del lavoratore, per un totale di poco meno di un milione di euro. Actv a sua volta, chiamava in causa in giudizio il Comune - essendo la società di proprietà comunale - e Ca’ Farsetti si costituiva in giudizio. L’Amministrazione comunale chiedeva inoltre, che in caso di accertata responsabilità e dovendo quindi pagare un risarcimento agli eredi del dipendente dell’Acnil deceduto, la somma dovuta venisse ripartita proporzionalmente in base alla responsabilità dei due enti. Nel corso della causa si arrivava però a una soluzione conciliativa tra Comune e Actv da una parte ed eredi del lavoratore deceduto dall’altra, che prevedeva un risarcimento complessivo di 200 mila euro, rispetto al milione di euro precedentemente fissato.

Il giudice stabiliva che il 70 per cento del risarcimento - e cioè circa 140 mila euro - fosse a carico di Actv, e il restante 30 per cento (e cioè 60 mila euro circa) fosse invece a carico del Comune. Ca’ Farsetti, con una delibera di Giunta, ha approvato la conciliazione, anche perché c’era il rischio concreto che procedendo nei vari gradi di giudizio della causa, questa alla fine si concludesse con un esito negativo per l’Amministrazione e quindi con la prospettiva di dover versare un risarcimento molto più alto. Proprio per dovere fare fronte a giudizi negativi su richieste di risarcimento danni - lo scorso anno il Comune ha già dovuto sborsare parecchie centinaia di migliaia di euro per un decesso di parecchi anni fa all’Ospedale Civile, quando ad essa era in capo anche responsabilità sanitarie -Ca’ Farsetti ha proprio in queste settimane notevolmente aumentato l’importo del fondo rischi, con un accantonamento di fondi proprio per poter fare fronte, nel caso, a esborsi imprevisti.

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