Lettera dello scrittore Aylisli «Ho raggiunto il mio scopo»

Una sedia vuota sul palco dell'Auditorium Santa Margherita Ca' Foscari e sconcerto per l'assenza ad "Incroci di civiltà" dello scrittore azero Akram Aylisli, ex-parlamentare, privato della pensione,...

Una sedia vuota sul palco dell'Auditorium Santa Margherita Ca' Foscari e sconcerto per l'assenza ad "Incroci di civiltà" dello scrittore azero Akram Aylisli, ex-parlamentare, privato della pensione, sottoposto a minacce e ritorsioni, candidato al premio Nobel per la Pace nel 2014. Il suo paese di origine, l'Azerbaijan, lo ha bloccato all'aeroporto di Baku per 12 ore. Il 79enne scrittore accompagnato dal figlio è stato poi rilasciato ma privato del passaporto. Un fatto triste e grave: l'autore avrebbe dovuto presentare in anteprima il romanzo "Sogni di pietra" che rievoca la tragedia e lo scontro etnico-religioso fra armeni e azeri.

L'azione di forza in terra azera non ha messo a tacere lo scrittore che ha fatto giungere al Festival di letteratura un commovente messaggio letto in sala dal docente universitario di slavistica Aldo Ferrari. «Mi sembra che con questa mia piccola opera, pubblicata adesso anche in lingua italiana, io sia riuscito a raggiungere il mio scopo principale: salvare molti armeni dall'odio verso il mio popolo. Ho compreso che in questo conflitto sanguinoso non siamo colpevoli noi né gli armeni; i popoli non si farebbero mai la guerra se la politica non si intromettesse nella loro vita. Mi sono convinto ancora una volta che i nostri popoli sono buoni presi in sé, ma insieme sono semplicemente stupendi».

All'incontro sono intervenuti il giornalista Gian Antonio Stella e il professor di Ca' Foscari Giampietro Bellingeri. Sul fermo all’aeroporto di Baku interviene l'editore Angelo Guerini: «Sperando di vederlo in Italia ritengo questo gesto un'intollerabile limitazione della libertà personale e un obiettivo ostacolo alla libera circolazione delle idee e alla pacificazione, a maggior ragione in un momento socio-politico nel quale è sempre più necessari capacità di mediazione». Guerini conclude: «Le parole inviate dall'autore al Festival sono state per noi un segnale di grande importanza: Aylisli ha dimostrato che la scrittura e le idee possono essere più forti di qualsiasi violenza e sopruso. Questo gesto di Akram Aylisli, come editore, mi aiuta a tenere viva l'attenzione su ciò che scelgo di pubblicare giorno dopo giorno e non può che essere un esempio da seguire».

Nadia De Lazzari

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