Tassare con tre euro in più tutti i turisti mordi e fuggi

In Sala San Leonardo illustrate le proposte del Movimento Cinque Stelle per salvaguardare il centro storico dall’invasione: «Venezia si deve proteggere»

Venezia non si può chiudere, ma si può proteggere, tassando chi rimane meno di tre notti nella città storica. Ieri mattina, nella Sala San Leonardo, il Movimento Cinque Stelle di Venezia ha esposto nell'incontro «ZTL Revolution» la propria soluzione sui flussi turistici che si basa su due aspetti ritenuti innovativi: aumentare di 3 euro il prezzo per chiunque arrivi con autobus o macchine o usi i parcheggi al Tronchetto e a Piazzale Roma e rimborsare il turista pernottante del costo della tassa di soggiorno e di una carta Imob turistica che gli permetta alcuni vantaggi.

In pratica, secondo il piano grillino, studiato con l'apporto di docenti universitari come Fabio Carrera e Jan van der Borg, in più di sei mesi di lavoro, i turisti che utilizzano i trasporti (pulmini, macchine e Bus Ztl) per arrivare a Venezia, dovranno pagare 3 euro in più sul prezzo attuale, cifra che rappresenta la media della tassa di soggiorno delle diverse strutture recettive. Se un turista è mordi e fuggi e quindi rimane meno di tre giorni, il prezzo nell'alta stagione potrebbe aumentare anche a 6 euro. Se invece è un turista che pernotta per più di tre giorni, una volta arrivato in albergo e pagata comunque la sua tassa di soggiorno, la stessa cifra gli verrà rimborsata con un buono di pari valore da spendere nelle botteghe di artigiani certificate dal Comune. Inoltre, potrà godere di una tessera Imob turistica e, nel periodo di durata della vacanza, pagare il biglietto del vaporetto come un veneziano e fruire di uno sconto del 20% nei musei comunali. In questo modo verrebbero penalizzati tutti quei turisti che non pernottano più di tre giorni che si ritroverebbero a pagare per chi invece dimostra di portare alla città un contributo.

«Abbiamo cercato di trovare un modo per autofinanziarci», hanno spiegato Gloria Fort, Emanuele Tosatto e Cristiano Farina del gruppo lavoro turismo, «cercando di basarci su soluzioni che potrebbero essere messe in atto senza ricorrere a soluzioni che necessitano troppi soldi come la realizzazione degli hub lungo la gronda lagunare o la chiusura della Piazza con transenne che la renderebbe definitivamente un museo». Per adesso la tassa di soggiorno rende circa 27 milioni di euro.

Dalla cifra ricavata, stimata sui 51 milioni, 4 milioni andrebbero al «Buono Artigiano»; 16,5 milioni alla Carta Imob Turistica per chi si ferma più di tre giorni e, infine, 25 milioni a progetti per favorire la residenzialità». Gli unici due punti che rimangono in sospeso sono i treni e le crociere prenotate da singoli perché, nel caso delle agenzie, si applicherebbe lo stesso principio.

Vera Mantengoli

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