Artigiani ancora in crisi chiuse 324 ditte in 5 anni

Qualche debole dato positivo registrato solo a Cinto, Caorle e Pramaggiore Il segretario Pizzinato: «Nei comuni del mandamento perso l’11,44% del lavoro»

PORTOGRUARO. Crisi dell'artigianato, nel portogruarese le aziende continuano a chiudere.

Il campanello d’allarme arriva dall’ultima indagine effettuata dalla Confartigianato del Veneto Orientale, secondo cui negli ultimi cinque anni è stato perso l’11,44% delle aziende totali sul comprensorio degli undici comuni. Le uniche realtà ad aver chiuso con il segno più nell’ultimo anno sono state Cinto Caomaggiore, Caorle e Pramaggiore, con dati che comunque sono abbastanza residuali e vicini di pochissimo all’oggettiva situazione di difficoltà che ancora persiste. Nel 2011, anno di inizio della relazione, le aziende totali del mandamento erano 2883: cinque anni dopo, a fine 2015, il livello è sceso di 324 unità attestandosi a 2509 imprese.

La perdita maggiore si è verificata a cavallo tra il 2011 e il 2012, con la chiusura di 110 attività totali. «I dati degli ultimi cinque anni relativi al mandamento non sono positivi», analizza il segretario generale di Confartigianato Umberto Pizzinato, «e questo significa che a parte qualche realtà il lavoro da fare è ancora tanto per ritornare ai livelli prima della crisi: oggi è quantomeno fondamentale un appoggio concreto da parte delle amministrazioni comunali».

Andando ad analizzare le realtà che hanno chiuso in positivo negli ultimi dodici mesi si nota come per quanto concerne Cinto Caomaggiore, che tra il 2011 e il 2012 subì un vero e proprio tracollo nel settore del mobile, le imprese siano aumentate di sole tre unità. Per quanto riguarda Pramaggiore, invece, la crescita è stata dell’1,53%: trattasi di un lieve risveglio, considerato che «per parlare di vera e propria ripresa», dice Pizzinato, «dovremmo attestarci attorno al 10%». Diversa invece la situazione di Caorle, che a differenza di altre zone ha tenuto: bene il settore dell’edilizia e delle costruzioni con 132 nuove imprese, 44 nel manifatturiero e 31 nella ristorazione, il cui primato resta a Bibione.

Nell’ultimo anno ad aver risentito maggiormente la crisi, confrontando le imprese artigiane comune per comune, sono stati Concordia Sagittaria (-6,27%), seguita da Fossalta di Portogruaro (-4,12%), San Stino di Livenza (-3,85%), Annone Veneto (-3,65), Gruaro (3,33%), Portogruaro (-2,43%), San Michele al Tagliamento (-1,89%) e infine Teglio Veneto (-1,85%).

Alessio Conforti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Tutto calcolato, tra il superyacht e il ponte ci sono solo 12 centimetri

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi