«Battaglia vinta, il mio nipotino avrà un albero a suo nome»

Gilberto Scarpa racconta la sua battaglia contro la burocrazia. Alla fine il Comune ha accolto la sua richiesta: in 22 anni piantate oltre 242mila piante per i nuovi nati

VENEZIA. Matteo avrà un albero che porterà il suo nome e cognome. Verrà piantato in ricordo della sua vita durata soltanto pochi mesi e interrotta da una rara malattia. Non è stato facile per il nonno Gilberto Scarpa ottenere questo riconoscimento dalla Direzione Ambiente del Comune.

L'amministrazione comunale è obbligata infatti a piantare un albero a ogni nascita di residente o minore adottato, ma in questo caso la richiesta per il dirigente Mario Scattolin era diversa perché riguardava un decesso.

All'inizio era stato quindi risposto a Scarpa che l'unica cosa che si poteva fare era dedicare un albero al nipote tra quelli del Comune che muoiono o finiscono il loro ciclo vitale e necessitano quindi di essere ripiantati. «Volevo che mio nipote avesse un albero suo» racconta Scarpa «e non uno di quelli che rientravano nella manutenzione del Comune. Insomma, è nato e ha conosciuto solo l'ospedale, volevo un albero per lui».

Dopo aver spiegato nel dettaglio al dirigente la storia di Matteo e la tristezza provata a leggere una risposta così fredda, Scattolin si è dimostrato disponibile a piantare un albero per il piccolo Matteo. Non si sa se il Comune si farà carico del costo. «Spero di sì» ha detto il nonno «ma in caso lo faremo noi».

L'albero diventerà il ricordo vivente della sua storia, ma che ne è invece di ogni albero che ogni bambino nato dovrebbe avere per legge registrato, con il luogo esatto dove è stato piantato? La Legge Rutelli del 1992, attuata nel 2013, prevede infatti che «entro sei mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente o adottato» si pianti un albero nel territorio comunale e che l'Ufficio Anagrafe «fornisca informazioni dettagliate circa la tipologia dell'albero e il luogo dove l'albero è stato piantato alla persona che ha richiesto la registrazione anagrafica».

L'Ufficio Anagrafe però non ne sa nulla e sta verificando in questi giorni la procedura esatta che dovrebbe seguire. Per Scattolin invece la questione è risolta e si vede nella Relazione del Bilancio Arboreo del Comune 2015 che dice «negli ultimi 22 anni la natalità media/anno è stata di circa 2 mila nati. A fronte di ciò sono state piantumate sempre negli ultimi 22 anni 246.165 nuove piante, per un totale di oltre 197 mila piante rispetto a quanto previsto dalla legge. Dal 2010 al 2014, a fronte di 6741 nati, sono stati piantati 11.132 nuove piante, per un saldo positivo pari a 4391».

Dove sono state piantati gli alberi dei nascituri? Perché non è stata inviata la certificazione alle famiglie dei nuovi nati? Il quadro che emerge è che negli ultimi anni i neonati hanno un loro albero in mezzo a tutti gli alberi previsti e che nessuno si è mai preoccupati di avvisarli.

 

Video del giorno

Il supercomputer più veloce del mondo di Meta-Facebook

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi