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Il dolore del padre di Giuliano «Ho il terrore di perderlo»

SAN STINO. C’è un altro padre disperato, in questa assurda vicenda, in questo incredibile, drammatico e orribile incidente stradale. È Giuliano Moretto, è il padre di Andrea, il 33enne di Sette...

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SAN STINO. C’è un altro padre disperato, in questa assurda vicenda, in questo incredibile, drammatico e orribile incidente stradale. È Giuliano Moretto, è il padre di Andrea, il 33enne di Sette Sorelle che non ha esitato a fermare la sua auto di fronte allo scempio della Peugeot 208 di Valentina accartocciata. Andrea Moretto è in prognosi riservata. Sta lottando tra la vita e la morte in un letto del reparto di rianimazione dell’ospedale dell’Angelo di Mestre.

Al suo capezzale c’è il padre Giuliano Moretto, i carabinieri hanno fatto fatica a rintracciarlo, la notizia della tragedia è arrivata solo alle 10. Come ogni domenica, infatti, Giuliano Moretto è andato a messa presto. Ecco perché c’era quella gazzella dei militari dell’Arma di fronte alla chiesa di campagna di Sette Sorelle. «Solo dopo la funzione religiosa ho saputo dell’incidente in cui è rimasto gravemente ferito mio figlio», ha raccontato, «a quel punto mi sono fatto forza e sono andato a Mestre. I medici non si pronunciano. La situazione è terribile. Oserei dire che è disperata. Il mio Andrea può morire». L’equipe medica dell’ospedale dell’Angelo gli ha comunicato solo che il figlio è stato sottoposto d’urgenza a due interventi chirurgici, al gomito e una gamba. Il quadro clinico, infatti, è molto complicato. Oltre alle numerose fratture Andrea, operaio alla Vamar di San Stino, ha rimediato gravi danni interni, pare comunque che il cervello non sia stato intaccato dall’impatto, ma poco importa al momento.

«Ho paura», conclude Giuliano Moretto, «ho il terrore di perdere mio figlio».

Accanto a Andrea c’era un amico, finito all’ospedale in stato di choc. Avevano trascorso un normale sabato sera. Si erano incontrati per mangiare una pizza. Avevano poi deciso di andare “a bere l’ultimo” nella vicina Portogruaro. Tornando a casa la disgrazia. Manuel Bincoletto, dopo le medicazioni del caso sempre a Portogruaro, ha prima fatto una tappa alla caserma dei carabinieri di Annone Veneto. Si era fatta l’alba, ed era tragica. Si sono incrociati lì Manuel, andato a raccontare la dinamica complessa dell’incidente, e il padre di Valentina, Fiorenzo Genovese, cui era stato appena comunicato il decesso della figlia. (r.p.)

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