«Pronti a curare e riabilitare i feriti libici»

Il direttore padre Vermi: accordo con i ministeri della Salute e degli Esteri, si parte ad aprile

Dopo 300 anni di vita continuano al Fatebenefratelli la riabilitazione e la solidarietà. «Ad aprile il nostro ospedale ospiterà pazienti libici con amputazioni» spiega il direttore, padre priore Dario Vermi «Siamo in grado di ospitare fino a otto persone, civili non militari, che hanno bisogno dell'applicazione di una protesi e della riabilitazione. I pazienti rimarranno esclusivamente per il periodo della cura, cioè dai 40 ai 60 giorni, poi dovranno ritornare in Libia. C'è un accordo con i Ministeri degli Esteri e della Salute. Ci auguriamo che il servizio vada a buon fine. È un modo di andare incontro a queste persone provenienti da paesi in guerra».

In centro storico si è appena concluso il tricentenario della presenza dei Fatebenefratelli con appuntamenti scientifici, culturali e spirituali. Per festeggiare l'evento è arrivato il padre generale, fra Iesus Etayo, che ha presenziato la messa nella chiesa della Madonna dell'Orto durante la quale sono state consegnate a sette collaboratori le medaglie per i 25 anni di servizio. Il complesso del Fatebenefratelli che affianca la struttura originaria, cinquecentesca, collegata con Piazzale Roma e la Stazione, è ospedale provinciale classificato convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Vengono assicurati servizi medici per la riabilitazione intensiva, muscolo scheletrica, neurologica, vascolare, respiratoria e alcologica. La struttura collabora con l'Ospedale civile ed è specializzato in riabilitazione della malattia di Parkinson e trattamento dell'osteoporosi. Intensa è l'attività dell'ambulatorio di fisioterapia e del poliambulatorio. A breve prenderà avvio un Centro di psicologia dall'età evolutiva a quella adulta. (n.d.l.)

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