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Troppi ticket sanitari non pagati l’Asl 12 chiede aiuto a Equitalia

L’Agenzia si sta occupando di recuperare i crediti sanitari per il periodo compreso tra il 2011 e il 2014 Riguardano in gran parte codici bianchi del pronto soccorso, esami non disdetti in tempo o non ritirati

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I furbetti dei ticket sono di due tipi. Ci sono quelli che godono delle esenzioni pur senza averne diritto, facendo così ricadere il costo delle loro prestazioni su tutto il sistema sanitario, una truffa che in Italia fa mancare alle casse delle regioni, compreso il Veneto, circa 1,8 miliardi all'anno. E poi ci sono quelli che, dopo essersi sottoposti alle prestazioni sanitarie, non pagano il ticket. Succede molto spesso, ad esempio, tra coloro che si rivolgono al pronto soccorso.

E dopo essere stati sottoposti a una visita o a un esame più complesso, si dimenticano di passare alla cassa per saldare il conto. E succede anche per chi, dopo aver prenotato una visita, si dimentica di disdirla nei tempi previsti dalla legge (il giorno prima). C’è perfino - ma in questo caso sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che si tratti di una dimenticanza - chi non si presenta a ritirare l’esito degli esami del sangue, o di una “lastra”. Alcuni furbetti, altri sbadati. Prestazioni erogate gratis a chi invece avrebbe dovuto pagarle. E soldi che mancano nelle casse dell’Asl 12. Inaccettabile, in tempi di finanziamenti sempre più scarsi. Ecco perché - se in passato nessuno ci badava più di tanto - ora l’Asl 12 ha deciso di intensificare l’attività di recupero dei crediti sanitari. E anche di affidare a Equitalia, mediante l’invio di un avviso - «ma non coattivo», scrive l’Asl - il recupero dei crediti pregressi relativi ai quattro anni che vanno dal 2011 al 2013. Il costo per l’azienda sarà del 3% del carico riscosso, con un minimo di 2,58 euro e un massimo di 129,11. Per i crediti degli ultimi due anni sarà invece direttamente l’Asl a battere cassa a quegli utenti che ancora non hanno pagato. «E’ responsabilità di ogni cittadino», mette nero su bianco il direttore generale Giuseppe Dal Ben nella delibera con cui si decide di intensificare i controlli, «al fine di evitare le sotto-utilizzazioni delle risorse professionali e strutturali del sistema sanitario pubblico e di garantire ad altri la possibilità di accedere ai servizi in tempi adeguati, disdire tempestivamente la visita o l’esame in precedenza prenotato qualora si decida di non usufruire della prestazione». Va detto che anche in passato, quando direttore generale era Antonio Paodan, l’Asl 12 ci aveva provato. Nel 2012 ad esempio aveva spedito, in due fasi distinte, ben 5.300 lettere di addebito a casa di altrettanti cittadini residenti nel territorio dell'azienda sanitaria.

Richieste di pagamento inviate per prestazioni sanitarie del Pronto soccorso non pagate relative al periodo tra maggio e settembre 2011 e per importi superiori ai 25 euro. Addebiti che riguardavano visite ed esami specialistici, come le radiografie o gli esami di laboratorio, ottenuti dal paziente che è arrivato al Pronto soccorso ed è stato curato come un codice bianco. Ora l’Asl 12 ci riprova, cercando di portare a casa un risultato migliore di quello che era stato ottenuto negli anni passati. (f.fur.)

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