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Manette al boss nascosto nell’armadio

Luigi Cimmino, capo camorrista latitante da un mese, arrestato dai carabinieri in un appartamento di Sottomarina

di Diego Degan
1 minuto di lettura

SOTTOMARINA. Nascosto nell'armadio, come un amante che sta per essere sorpreso dal marito tradito. Ma in quell'appartamento di Sottomarina, che in altra stagione poteva essere destinato a qualche turista, Luigi Cimmino, 55 anni, boss della camorra, fino a ieri latitante, non se la deve essere passata tanto bene, neppure da quel punto di vista. I carabinieri del comando provinciale di Napoli, che hanno fatto irruzione in piena notte, supportati dai colleghi di Chioggia, hanno trovato un letto a due piazze, usato da una sola parte (almeno quella notte), una bottiglia di acqua minerale sul pavimento, vicino alle scarpe, e un borsone con dentro settemila euro. Era pronto a scappare via, da qualche altra parte, sono convinti gli investigatori dell'Arma che, del resto, da diverso tempo, gli stavano col fiato sul collo. A lui e al genero, Pasquale Palma, 35 anni, esponente dello stesso clan egemone nel quartiere del Vomero, a Napoli.

Entrambi erano stati arrestati, lo scorso 24 luglio, per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Cimmino poi era stato applaudito dal “suo” rione: un vero boss.

Entrambi erano usciti dal carcere dopo aver fatto ricorso al tribunale del Riesame. Ma la Direzione distrettuale antimafia li teneva d'occhio e, dopo questa scarcerazione, aveva predisposto una rete di controlli per non perdere di vista i due, nel caso si fossero “allontanati”. Così, puntualmente, è stato, e quando la Cassazione, a inizio febbraio, ha annullato il provvedimento del riesame, le maglie dei carabinieri si sono strette attorno ai due divenuti, ormai latitanti. Pasquale Palma è stato arrestato a Napoli, Luigi Cimmino, detto O' Cimmino, i militari sono venuti a prenderselo, la stessa notte, fino a Chioggia, dove aveva trovato l'aiuto di un 57enne casertano, da tempo residente in città e completamente incensurato, che è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento.

Non è stato reso noto, al momento, con quali mezzi O' Cimmino abbia convinto il conterraneo ad “ospitarlo”: minacce o lusinghe, o entrambe le cose. Di sicuro era un'ospitalità precaria e i settemila euro in contanti nel borsone, avvalorano l'idea di una persona pronta a scappare al primo allarme.

Non è la prima volta che esponenti della criminalità organizzata usano Chioggia per nascondere se stessi o i loro affari. A luglio del 2015, un corriere della droga, Antonio Villirilli, era stato arrestato a Lecce dai carabinieri mentre consegnava una partita di due chili e mezzo di cocaina. Villirilli, per nascondere la sua attività illecita, “gestiva” insieme alla moglie e al figlio, un locale sul Lungomare di Sottomarina.

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