Tempio Votivo, restauri a rischio per la burocrazia

Manca l’accordo tra l’Esercito e la Curia. Il progetto fermo in Soprintendenza In bilico 1,6 milioni di fondi. L’assessore Zaccariotto: «Se li perdiamo è finita»

LIDO. Il restauro del Tempio Votivo è a rischio. Il progetto per eseguire i lavori è fermo in Soprintendenza, e manca un accordo sulla convenzione tra Commissariato Generale Onor Caduti e Curia veneziana. Quest'ultima è proprietaria del sacrario militare, mentre l'Esercito ne ha la concessione. A complicare ancor più la vicenda ci sono undici loculi realizzati anni fa per ospitare le salme di altrettanti caduti, sepolti al cimitero di San Michele. Un trasferimento mai completato. Ballano così 1,6 milioni di euro in fondi comunitari che dovrà erogare la Regione, ma i tempi stringono e senza accordi salterà tutto, con il finanziamento europeo che finirebbe in quel caso su altre opere.

«Il Comune sta facendo di tutto e di più per salvare quei fondi» assicura l'assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto «Una volta perso quel denaro, non se ne avrebbe altro per questo intervento».

I lavori prevedono la manutenzione esterna del sacrario, nuovi impianti elettrici e di riscaldamento, un ascensore per raggiungere il piano superiore che dovrebbe essere sistemato come sala espositiva, e poi interventi ai servizi igienici e alle sale interne. «Purtroppo la gara doveva partire già a dicembre, e così abbiamo già avuto una decurtazione del 2 per cento sul finanziamento» aggiunge l'assessore Zaccariotto «Ora c'è tempo fino al 31 marzo per approvare o modificare il progetto attuale, perché va anche capito, facendo la sala espositiva, come dovrà essere poi usato il sacrario. Ma senza accordo tra Curia ed Esercito non se ne verrà fuori. In quel caso non ci sarebbero i tempi tecnici per procedere alla gara e per iniziare i lavori in giugno, così come stabilito negli accordi. Inoltre c'è anche il problema di una firma da risolvere: inizialmente sul progetto è stata apposta quella del parroco di Santa Maria Elisabetta, ma per gli accordi serve quella della Curia».

Insomma, un autentico ginepraio burocratico. È quindi incerto il futuro del sacrario militare costruito negli anni Venti del secolo scorso e nel quale riposano 3.790 caduti dei due conflitti mondiali, tra cui eroi come Nazario Sauro e i corpi dei 46 ufficiali trucidati a Trjli nella ex Jugoslavia. Tempio Votivo che venne progettato dall'architetto Giuseppe Torres e voluto dal cardinale Pietro La Fontaine, quale voto alla Madonna affinché proteggesse Venezia dai bombardamenti.

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