Spiagge da salvare, piace il metodo Cucco

Gli operatori balneari hanno contattato l’ingegnere di Sottomarina: «Vogliamo conoscere i dettagli»

SOTTOMARINA. Il metodo ideato dall’ingegnere Stefano Boscolo Cucco per realizzare il ripascimento dei litorali incuriosisce.

Gli operatori balneari attendono di conoscerne tutti i dettagli per applicarlo a Isola Verde, il Comune è prudente per possibili incompatibilità con il mondo della pesca sottocosta. In ogni caso l’idea ha suscitato un certo interesse, se non altro perché Cucco è stato invitato a esporla al “City college di New York” e, si sa, se l’America fa sempre scuola. L’idea, spiegata da Cucco nella sua tesi di laurea in Ingegneria idraulica nel 2011, riguarda un nuovo metodo di prelevare la sabbia per ripristinare gli arenili erosi che abbiano pendenze dolci, come le nostre. La sabbia viene prelevata oltre la zona attiva (900 metri-1 km), dove si deposita con le mareggiate senza più possibilità di tornare indietro da sola. Per farlo serve una draga particolare che in poco tempo preleva grosse quantità di sabbia a strascico, e non con la benna, di consistenza più grossa. Il sistema è stato già utilizzato in Spagna, a Rotterdam, in molte regioni d’Italia, tra cui il Veneto (a Jesolo), forse a breve negli Stati Uniti, ma non a Sottomarina dove ogni anno si spendono milioni di euro per il ripascimento. E tutti si chiedono perché. «Forse è mancata la comunicazione», sostiene il presidente dell’Ascot, Giorgio Bellemo, «ci piacerebbe che Stefano Cucco ci illustrasse tutti i dettagli perché mi pare che l’idea sia molto interessante e andrebbe sfruttata da noi, magari per Isola Verde dato che per Sottomarina, con la nuova diga, speriamo di non averne più bisogno. Certo è sempre difficile scombussolare sistemi tradizionali, ma se è più economico e abbiamo in casa la draga (la ditta di Cucco ne possiede una, ndr) perché non farlo?» Più prudente l’assessore all’ambiente Elena Segato: «Per il ripascimento del nostro litorale», spiega, «dobbiamo fare i conti oltre che con la morfologia con le attività di pesca sottocosta. Prima di individuare nuove tecniche è indispensabile verificare se sono compatibili con l’attività ittica. Non escludiamo a priori la bontà di questo metodo innovativo, tuttavia penso sia difficilmente sfruttabile da noi perché rischiamo di creare danni alle zone di allevamento e di pesca dei molluschi».

Cucco, che ieri è stato contattato da molte aziende venete, ribadisce che a Chioggia il risultato sarebbe superiore a quello di Jesolo e si augura di poterne parlare a breve con gli operatori.

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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