In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Brugnaro: «Numero chiuso? Non si può»

Il sindaco esclude provvedimenti drastici. Sarà utilizzata la piattaforma di Venis per gestire prenotazioni e tariffe

di Alberto Vitucci
1 minuto di lettura

«Non possiamo bloccare gli arrivi in città. Le norme ce lo impediscono, con la sola eccezione dell’ordine pubblico. Quello che possiamo fare, in attesa di nuove leggi è regolamentare i flussi, incentivare e disincentivare. E questo faremo». Il sindaco Luigi Brugnaro definisce «parole leggere» quelle di chi lo invita a limitare il numero di turisti in città. Ed esclude provvedimenti che vadano in direzione del «numero chiuso». Ieri a Ca’ Loredan ha lanciato la nuova «piattaforma digitale» di Venis, la società informatica del Comune. Consentirà di allargare le possibilità per la prenotazione. «Dunque», spiega l’ad di Venis Alessandra Poggiani, «di sapere in anticipo quanti comprano un pacchetto di biglietti. Con la possibilità di applicare tariffe diversificate e di sapere per tempo quando saranno i picchi degli arrivi e quanta gente arriverà». Un sistema di cui si parla da decenni. Che però non arriva mai. Ma il «blocco», dice Brugnaro, «con le leggi in vigore non è possibile». Nel 2015 i turisti in città hanno raggiunto la quota record di 27 milioni. Il Carnevale fino ad oggi non ha portato emergenze. Si vedrà tra oggi e domani come reggeranno le strutture e i trasporti. «Abbiamo cercato di puntare sulla qualità», dice il sindaco, «credo che ci siamo anche un po’ riusciti: questo è un bel Carnevale». Quanto alle critiche sul «troppi o troppi pochi», Brugnaro ricorda che è necessario l’equilibrio. In questi giorni abbiamo dovuto chiudere un varco di accesso alla Piazza per disposizione della Prefettura. Subito sono arrivate le proteste di chi era escluso dal passaggio turistico. Ricordiamoci che dietro i numeri ci sono attività economiche e persone». L’allarme era stato lanciato nell’estate scorsa, con il picco di turisti che aveva reso a tratti impossibile la vita ai residenti veneziani. Un turismo mordi e fuggi che alla fine non porta nemmeno lavoro e ricchezza, ma tanti disagi. Anche dal governo erano arrivate sollecitazioni. «Abbiamo chiesto una modifica delle norme», dice Brugnaro, «intanto possiamo organizzare i flussi, ma non ridurli».

I commenti dei lettori