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Apindustria: «Puntare sull’agro-alimentare»

I consigli dell’associazione che ha esaminato la situazione economica a pochi mesi dal voto

CAVARZERE. Qual è lo stato di salute dell’economia cavarzerana, a pochi mesi dal rinnovo dell’amministrazione comunale? Se lo sono chiesti l’associazione delle piccole e medie imprese, Apindustria Venezia, e l’ex presidente della Commissione lavoro provinciale, Roberto Dal Cin. Cavarzere, 14.193 abitanti (a fine dicembre), è il Comune con la più alta età media e la minor natalità in provincia. L'occupazione, in passato, era imperniata sul pendolarismo, verso Porto Marghera, e sugli impianti ...

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CAVARZERE. Qual è lo stato di salute dell’economia cavarzerana, a pochi mesi dal rinnovo dell’amministrazione comunale? Se lo sono chiesti l’associazione delle piccole e medie imprese, Apindustria Venezia, e l’ex presidente della Commissione lavoro provinciale, Roberto Dal Cin. Cavarzere, 14.193 abitanti (a fine dicembre), è il Comune con la più alta età media e la minor natalità in provincia. L'occupazione, in passato, era imperniata sul pendolarismo, verso Porto Marghera, e sugli impianti saccariferi: quello locale, ormai chiuso da decenni, e quello di Pontelongo. Importante è stato anche il settore tessile, ma per un periodo limitato. Il declino inizia negli anni ’90, prima con la perdita delle aree saccarifere e poi la crisi Porto Marghera. Per il direttore di Apindustria Venezia, Pier Orlando Roccato «questo territorio oggi non può contare su prospettive di crescita se non lo leghiamo ad un contesto di sviluppo d'area. Attualmente l’unica economia è fatta dal pubblico, servizi e poco manifatturiero artigiano. Le potenzialità sono rappresentate dall’agro-alimentare (prodotti della terra, ittici, e industria conserviera) con la possibile creazione di filiere, lungo l'asse della Romea, partendo dalla produzione e dalla riconversione di aree dismesse. Ciò potrebbe garantire un rilancio dando nuovo impulso sia all’occupazione che ai fatturati delle aziende». Nell’ultimo quadrimestre 2015, rispetto al precedente, spiega Roccato, il manifatturiero ha fatto registrare una contrazione del 3,5%, gli ordinativi dell'1,7%, e l'occupazione una perdita complessiva di oltre 3%, su cui ha inciso il settore delle costruzioni (- 4%). Hanno tenuto solo le imprese che esportano (+ 2%), ma vanno valutate le possibili e evoluzioni delle situazioni di crisi del mercato cinese e russo. Secondo Dal Cin «Va valutato, con le istituzioni, il modello di sviluppo da portare avanti, visto che il 2016 vedrà ulteriori contrazioni del credito. Bisogna sfruttare le opportunità che la Ue mette a disposizione per aree le rurali e industriali e su questo Cavarzere ha tutte le carte in regola. Imprese e istituzioni devono riuscire a fare sistema».

Diego Degan