Bricole vaganti, arriva l’interrogazione

Il deputato Prataviera ha denunciato al ministro Delrio che in laguna la navigabilità è a rischio

VENEZIA. A rischio affondamento tutti i natanti della laguna di Venezia per le numerose bricole vaganti. I diportisti ne hanno segnalate alcune spiaggiate a Sant'Elena. Dopo la denuncia al nostro giornale delle 60 mila bricole pericolanti da parte di Mirco Bodi, presidente dei 1340 diportisti del “Gruppo diportisti laguna veneta”, ora ad essere preoccupato è Hud D'Alessandro di Sant'Erasmo, diportista e profondo conoscitore della laguna. «I 'coccodrilli», come vengono soprannominate le bricole vaganti, spiega, «rappresentano una minaccia per l'incolumità di tutti: non riusciamo a scorgerle nelle ore notturne o quando c'è la nebbia perché i canali non sono illuminati. Qualora i nostri barchini dovessero affondare a causa dell'investimento di una bricola vagante o un moncone non avremmo scampo». «L'atteggiamento delle istituzioni è incomprensibile», commenta Bodi, «le segnalazioni dei monconi vengono per lo più fatte da volenterosi naviganti. Stiamo preparando con il Gruppo 25 aprile di Venezia un documento con relativo dossier fotografico da sottoporre agli enti competenti».

«A rischio la navigabilità anche delle barche di primo soccorso nella laguna di Venezia» denuncia il deputato Emanuele Prataviera di "Fare!", che ha depositato un’interrogazione parlamentare all’attenzione del ministro delle Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, chiedendo quanto abbia stanziato il Magistrato alle acque per la manutenzione e la sostituzione delle bricole per l’anno in corso e quale il costo per la loro messa in sicurezza. «Una parte dei costi di sostituzione», consiglia nella interrogazione, «potrebbe essere recuperata dalla vendita delle briccole ammalorate, che hanno un grande valore soprattutto nel settore dell'architettura e del design».

Francesco Macaluso

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