Parlamentari, solo 5 veneti “trasparenti” su 74

Da sinistra Alessandro Naccarato, Laura Puppato, Filippo Busin, Gianclaudio Bressa e Roger De Menech

Redditi e contributi elettorali, Openpolis promuove a pieni voti Bressa, Busin, De Menech, Naccarato e Puppato

VENEZIA. Appena cinque parlamentari veneti superano la prova “trasparenza”. È impietosa la pagella stilata dall’associazione Openpolis, che ha passato ai raggi x le dichiarazioni 2014 (per i redditi 2013) e le documentazioni patrimoniali dei nostri rappresentanti a Montecitorio e a Palazzo Madama. La valutazione “buona”, con informazioni aggiuntive, premia soltanto quattro esponenti del Partito democratico e un alfiere della Carroccio. Quello regionale è un dato che riflette l’indice nazionale: solo il 6,3% dei parlamentari ha ottenuto un giudizio più che positivo sul versante della trasparenza, a fronte di un 21,4% attestato al “sufficiente” e di un 72,3% giudicato “scarso”.

Pieni voti. Tra i veneti supera a piè pari l’esame il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa («pubblica anche le dichiarazioni dei redditi complete dei familiari; valutazione basata sulla dichiarazione depositata al Ministero; la versione per il Parlamento è parziale»). Bressa però non dice nulla sulle sue spese elettorali né sugli eventuali contributi che ha ricevuto. Promosso con lode è pure Filippo Busin, deputato vicentino di Zané ed esponente della Lega Nord, che pubblica pure i dati relativi alla moglie e non esita a puntualizzare che, per le Politiche del 2013, ha speso 12.061,41 euro a fronte di contributi ricevuti pari a 13.000. Merita il bollino di qualità Roger De Menech, deputato bellunese e segretario dimissionario del Pd veneto, che mette in rete pure la dichiarazione dei redditi completa del coniuge, mentre non dice nulla riguardo a spese elettorali e contributi ricevuti. Salgono sull’olimpo della trasparenza anche Alessandro Naccarato (Pd), deputato padovano che affida al web la dichiarazione dei redditi della consorte, e la senatrice trevigiana Laura Puppato, già candidata nel 2012 alle Primarie del centrosinistra che incoronarono Pierluigi Bersani. Puppato ha messo sul tavolo anche la dichiarazione del marito e pure quella della figlia. Al quintetto si aggiunge pure Barbara Degani, padovana, che non è parlamentare ma fa il sottosegretario all’Ambiente: la portavoce Ncd pubblica la dichiarazione completa del coniuge e dei familiari, e si merita un “buono” senza riserve.

Sufficienza per dodici. Sono una dozzina i parlamentari veneti che, in base allo studio di Openpolis, conquistano la sufficienza: informazioni complete. Aggira lo scoglio il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che per la campagna elettorale del 2013 ha dichiarato 30.202,17 euro di spese e 30.000 euro di contributi ricevuti. Supera l’esame pure il professor Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, che certifica 10.000 euro di contributi da terzi. Francesca Businarolo, deputata del Movimento Cinque Stelle, ha speso 6.020 euro e ha ricevuto contributi per 6.072. Dichiara spese elettorali per 9.030 e contributi per 10.000 l’onorevole Ilaria Capua, esponente di Scelta Civica. Completa le informazioni l’alfiere pentastellato Emanuele Cozzolino, che però non fornisce informazioni sulle spese elettorali. Appare risparmiosa l’onorevole Pd Sara Moretto che accusa costi per 197,60 euro a fronte di contributi per 225. Ha speso 16.512 euro (a fronte di contributi per 20.000) il deputato Oreste Pastorelli, che risiede a Forano (Rieti) ed è stato eletto in Veneto 2 nella lista del Pd, ma è subito approdato nel gruppo Misto (componente Psi-Pli). Anche i deputati democratici Simonetta Rubinato (già sfidante di Alessandra Moretti alle primarie del centrosinistra per le Regionali) e il veronese Diego Zardini hanno meritato la sufficienza, ma non hanno fornito notizie sulla loro corsa. Hanno pubblicato tutti i quadri delle loro dichiarazioni pure Felice Casson (ancora iscritto al gruppo Pd) e i senatori del Cinque Stelle Giovanni Endrizzi (padovano) e Gianni Girotto (trevigiano).

Pollice verso. Nell’ampio novero dei politici che hanno presentato una documentazione “scarsa”, con informazioni parziali, troviamo i restanti 57 parlamentari veneti finiti sotto la lente di Openpolis. Tra i “bocciati” non mancano nomi illustri, come il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, segretario nazionale di Scelta Civica, che si è limitato a pubblicare “il quadro di riepilogo della dichiarazione dei redditi”. Viene giudicata “scarsa” pure la certificazione dell’ex presidente del Veneto ed ex ministro, Giancarlo Galan, esponente di Forza Italia, che attesta 61.362,81 euro, a fronte di contributi a 49.407,60. Altri parlamentari della fascia “rossa” non sfuggono alla rendicontazione dei contributi elettorali ricevuti. L’entrata più cospicua va ascritta a Mario Dalla Tor, senatore veneziano di Area Popolare, che dichiara 76.016,51. Contributi per 50.000 certificano i deputati veneziani del Pd Michele Mognato, Delia Murer e Andrea Martella. Più sobrie le campagne elettorali degli ex leghisti Roberto Caon (16.200 euro di contributi ricevuti) ed Emanuele Prataviera (13.000), i quali hanno seguito il percorso politico di Flavio Tosi. Si sono limitati a contributi pari a 10.000 euro l’ex sottosegretario Alberto Giorgetti (Forza Italia) e il deputato democratico Gian Pietro Dal Moro.

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