Rivolta nel centro profughi: "Viviamo come bestie"

Un centinaio di profughi è uscito dall'ex base di Conetta e chiede migliori condizioni igieniche. In 600 ammassati negli spazi pensati per 20 persone

CONA Protesta, dalla mattina di mercoledì 27 gennaio, dei profughi ospitati nella ex base militare di Conetta. Verso le nove diverse decine di loro (almeno 100 persone) sono usciti in corteo dai recinti della base, urlando e strepitando. Ma, prima che potessero percorrere completamente la stradina che, dalla base, porta sulla provinciale 86 Conetta – Rottanova, sono stati bloccati dalle forze dell'ordine, polizia e carabinieri, e convinti a rientrare.

Poco dopo è arrivato sul posto il dirigente del commissariato, Antonio Demurtas, che ha parlato a lungo con gli stessi profughi e i dirigenti della cooperativa, Ecofficina Educational, che gestisce l'accoglienza nella struttura. I migranti hanno presentato una lunga serie di lamentele sulle loro condizioni di vita: freddo, soprattutto durante la notte, mancanza di acqua calda per lavarsi, scarsità di docce e servizi igienici, cibo insufficiente e nessun cambio di vestiti disponibile, carenza di medicinali e di assistenza medica.

In questo momento la struttura di Conetta sembra ospitare, a quanto riferiscono gli stessi profughi, circa 600 persone delle quali circa 150 provengono dal residence di Eraclea dove erano scoppiate proteste analoghe. Diego Degan

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