Nessun colpevole per la morte di Matteo

L’elettricista di 32 anni era rimasto schiacciato da due vagoni in un’azienda di Salzano

ORIAGO. Nessun colpevole per la morte di Matteo Lucarda, avvenuta otto anni fa in un’azienda di Salzano. Nei giorni scorsi l’unico imputato rimasto, in un processo lunghissimo, è stato assolto. Si tratta di Claudio Favaron, titolare dell’azienda in cui ha perso la vita Lucarda che lavorava come elettricista oer un’altra impresa. Gli accertamenti dello Spisal che dovevano servire a capire come mai l’operaio rimase schiacciato tra due vagoni di una macchina molatrice destinata alle ferrovie, non sono serviti a dimostrare eventuali dimostrazioni. Il pm Franceschetti aveva chiesto la condanna di Favaron perché secondo l’accusa, non aveva informato Lucarda e un suo collega che erano stati cambiati alcuni parametri sui movimenti dei vagoni dove loro dovevano intervenire. Lucarda non sapendolo sarebbe rimasto schiacciato. Ma la relazione dello Spisal non è riuscita ha dimostrare questo.

Il titolare della «Mecno Service srl» di Salzano, il 65enne e Claudio Favaron era stato rinviato a giudizio per omicidio colposo nel 2012. C'era un altro indagato inizialmente, ma il pubblico ministero Carlotta Franceschetti ha chiesto l'archiviazione della posizione di Flavio Marchiori. Al centro della vicenda la morte dell'elettricista allora 32enne Matteo Lucarda di Oriago.

Lucarda era dipendente della «MF Marchiori srl» di Olmo di Martellago e in quell'occasione lavorava a Salzano presso la «Mecno Service srl» di cui è legale rappresentante Favaron. Quest'ultima è specializzata nella manutenzione di linee ferroviarie e in quell'occasione Lucarda, in qualità di elettricista, stava rimettendo in sesto un macchinario utilizzato solitamente per la rettifica dei binari: il suo compito, attraverso la molatura, era quello di rettificarli. Nel momento in cui è rimasto schiacciato (è morto per un gravissimo trauma toracico) a lavorare all'esterno del capannone era solo. (c.m.)

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