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Monumenti, luoghi ed eventi. 230 nomi in una mappa interattiva

Creata dall'Istituto veneto di Storia della Resistenza per illustrare il periodo compreso dal 1943 al 1945

Nadia De Lazzari
2 minuti di lettura

VENEZIA. Una mappa interattiva, innovativa e originale per conoscere i luoghi, gli eventi, i personaggi della memoria che negli anni 1943–1945 da Venezia a Mestre, da Marghera a Lido all’Estuario hanno segnato il vissuto, singolo e collettivo, della città del Novecento. I luoghi, ad oggi, sono 230. La mappa è stata illustrata per la prima volta, ieri, all’Ateneo Veneto. Numeroso il pubblico in Sala Tommaseo che ha ascoltato con attenzione i promotori del progetto, i ricercatori Giulio Bobbo, Marco Borghi (direttore Iveser) e Sandra Savogin dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea il cui presidente è il professor Mario Isnenghi.

Ad introdurre i vari interventi il presidente dell’Ateneo Veneto, Guido Zucconi, che ha sintetizzato la storia dell’iniziativa cominciata nel 2014 e sostenuta dal Comune e dalla Regione. Poi la dirigente della sezione beni culturali della Regione, Fausta Bressani, ha spiegato l’importanza dell’iniziativa. «Il progetto mira al riordino, al censimento di fonti documentarie di un determinato periodo storico, alla valorizzazione, alla conoscenza di un patrimonio. Obiettivo è quello di far conoscere queste fonti a pubblici più ampi e coinvolgerli in attività di riscoperta di segni documentati di memoria. È uno strumento che consente di leggere queste testimonianze a cui in questi giorni stiamo dando giustamente grande rilievo». Marco Borghi, Giulio Bobbo e Sandra Savogin hanno evidenziato dettagliatamente il progetto che interessa il biennio 1943-1945 nel territorio da Dese a Pellestrina: l’annuncio dell’armistizio, l’occupazione tedesca, la nascita del fascismo repubblicano, le persecuzioni politiche e razziali, la resistenza, i bombardamenti aerei. Iniziato nel 2014 con la mappatura del sestiere di Cannaregio, un territorio caratterizzato dalla forte presenza di luoghi significativi anche sul piano simbolico, come il Ghetto ebraico e la stazione ferroviaria, nonché teatro di numerose vicende, spesso tragiche e luttuose, legate alla storia della Resistenza veneziana.

Borghi ha sottolineato che la memoria è presidio di democrazia: «Sono stati censiti e schedati i luoghi della memoria restituendo per la prima volta una “geografia” completa stratificatasi nel corso di 70 anni». I 230 luoghi sono stati denominati punti di interesse. Ognuno è simboleggiato da una particolare icona collocata sul posto esatto del territorio e associata a una scheda illustrativa contenente, oltre all’indirizzo, tutte le informazioni utili per contestualizzare l’evento descritto o rappresentato: immagini attuali e d’epoca, documenti, un inquadramento storico, il testo dell’epigrafe, una breve bibliografia, link ad altri siti tematici, video e materiali multimediali. Un migliaio le foto pubblicate. I luoghi della memoria sono suddivisi in cinque tipologie: pietre d’inciampo (32), epigrafi antifascismo e Resistenza e persecuzione anti ebraica (72: 51 a Venezia, 21 a Mestre), luoghi della memoria (33), toponomastica (83: 24 a Venezia, 59 a Mestre), monumenti (10: 8 a Venezia, 2 a Mestre). «Riteniamo che questa prima mappatura possa costituire la base concreta sulla quale procedere per l’elaborazione di altri significativi luoghi e itinerari tematici tra Otto e Novecento: Grande Guerra, Risorgimento, Fabbriche e lavoro» hanno concluso i tre ricercatori. Il progetto rimane aperto ed è possibile segnalare altri luoghi, inviando immagini e documenti, a: info@iveser.it.

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