Sant’Andrea al Comune, delibera al voto

Domani il consiglio comunale esamina il progetto del federalismo demaniale. Nel Forte ristorante, albergo e spettacoli

Il Comune diventa proprietario del Forte di Sant’Andrea e dell’isola della Certosa. Ma per formalizzare il contratto, che sarà firmato il 30 giugno prossimo, dovrà rispettare l’ “Accordo di valorizzazione” del bene. È questo il contenuto della delibera sul federalismo demaniale, già approvata dalla giunta e discussa in commissione, che va domani all’esame del consiglio comunale. Una delibera a cui è allegato l’accordo firmato il 22 dicembre scorso dal direttore regionale dell’Agenzia del demanio Vincenzo Capobianco, dal segretario regionale dei Beni culturali, l’ex soprintendente Renata Codello, e dalla vicesindaco e assessore al Patrimonio Luciana Colle.

Un progetto che piace molto al sindaco Brugnaro, per le potenzialità di lavoro e di «sviluppo economico compatibile». Che arriva dopo anni di trattative per l’isola di Sant’Andrea con il suo forte cinquecentesco, adesso in stato di abbandono e di degrado. Progetto che prevede la valorizzazione delle due isole - alla Certosa il lavoro è già avviato - in partnership pubblico privata con l’attuale gestore dell’isola, la società Vento di Venezia di Alberto Sonino. Investimento da due milioni di euro, quello per Sant’Andrea. Che prevede la messa in sicurezza del forte, la realizzazione di percorsi e nuova segnaletica, la sistemazione del verde. Obiettivo, si legge nell’Accordo, «è la massima fruizione pubblica con spazi per la formazione, spettacoli e produzione artistica, esposizioni permanenti e temporanee, sale conferenze, servizi per i visitatori». Tra questi ci saranno l’ufficio biglietterie e informazioni, un book shop, ma anche «strutture per l’ospitalità e la ristorazione».

Sant’Andrea verrebbe collegata alla Certosa con un ponte pedonale galleggiante, dunque sarebbe servita anche dai mezzi di trasporto Actv. Nella parte interna è prevista una «risagomatura» del canale con la creazione di ormeggi e posti barca per i visitatori.

Un obiettivo che il Comune e Vento di Venezia inseguono da tempo. Il modello è quello del “partenariato”, come già sperimentato alla Certosa. Trasformata in pochi anni da isola abbandonata e inquinata dalle scorie dei militari a un centro della vela e delle barche, con officina, cantiere per la costruzione di imbarcazioni in legno, ristorante, alberghetto e adesso il grande parco urbano. I costi della bonifica, circa un milione di euro, sono stati sostenuti dalla Regione, molti interventi cofinanziati, dal privato e dall’Unione europea. Adesso l’obiettivo è quello di collegare le due isole. Togliendo dal degrado Sant’Andrea, zona militare fino a pochi anni fa. Un punto di vista mozzafiato sull’intera laguna e sulla bocca di Lido, da dove i Veneziani controllavano gli accessi e abbattevano a colpi di cannone le navi degli invasori. All’interno è previsto un anfiteatro per spettacoli all’aperto, il restauro degli edifici al piano terra che potranno ospitare mostre e laboratori. Ma anche un nuovo albergo e un centro benessere. «Si potranno realizzare», si legge nell’accordo, «solo attività compatibili con la storicità del bene».

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