«Tornado, la gestione dei fondi ai sindaci»

La proposta di Prataviera dopo le proteste sulla burocrazia. La Regione: deve intervenire lo Stato

DOLO. Scoppiano le polemiche fra le forze politiche dopo la denuncia dei cittadini e sindaci di Mira, Dolo e Pianiga sul “tornado di burocrazia” che si è abbattuto sui residenti dei tre Comuni colpiti dalla calamità dello scorso 8 luglio. Comuni e danneggiati si lamentano della selva di carte da produrre per attingere agli esigui fondi messi a disposizione dalla Regione. Dei tre milioni stanziati, circa 111 mila euro vanno al Comune di Mira, 2 milioni a Dolo e 881 mila a Pianiga.

Chiedono chiarimenti immediati invece i consiglieri del Pd Bruno Pigozzo e Francesca Zottis, mentre la Regione, con l’assessore alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin, si difende. «Alla faccia dello snellimento burocratico e delle promesse di risarcimento sbandierate», spiegano Pigozzo e Zottis, «sembra che Zaia e la Regione abbiano letteralmente preso in giro le popolazioni della Riviera del Brenta danneggiate dal tornado dell’8 luglio. Una situazione allucinante, piena di complicazioni procedurali e con una gestione che ha scoraggiato molti cittadini e imprese. Chiedevamo di procedere con rapidità e metodi semplificati con le erogazioni dei risarcimenti. Invece è accaduto il contrario». Sulla stessa linea Prataviera: «Non è accettabile che i cittadini di un territorio già colpito da una simile sciagura debbano rinunciare a un indennizzo, anche minimo, perché le pratiche burocratiche regionali da produrre sono prima sbagliate e ora inaffrontabili. Con rammarico mi trovo a rimarcare la sordità della giunta regionale per non aver ascoltato la mia proposta di istituire e replicare il modello “ricostruzione post terremoto in Friuli”, dove la gestione dei fondi venne data direttamente ai sindaci».

«Capisco la rabbia di chi ha perso tutto», spiega l’assessore Bottacin, «ma chiedo ai sindaci della Riviera di non creare polemiche strumentali contro la Regione. Questo è un evento di tipo C, è di competenza esclusiva dello Stato, è lo Stato che deve mettere i soldi, e ha stanziato due milioni. La Regione ha deliberato sei milioni, i moduli li ha concordati con i sindaci. Abbiamo fatto più di quello che dovevamo fare e ci ritroviamo sotto accusa. Non abbiamo predisposto moduli, creando intoppi burocratici, ma abbiamo indicato ai Comuni alcuni criteri per garantire regole certe e la massima trasparenza e per agevolare i cittadini più bisognosi. I sindaci colpiti dalle calamità a loro volta scrivano al governo per sollecitare quanto gli dovrebbe spettare di diritto».

Alessandro Abbadir

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