Falò della Befana: faville incerte, sarà un 2016 di alti e bassi

La notte dell’Epifania con i primi roghi. San Donà sentenzia: il prossimo anno andrà male, ma per Concordia sarà positivo. Falò più piccoli e radi, ma c'è stata comunque un'impennata nell'inquinamento atmosferico

SAN DONÀ Le faville sono andate verso sud e verso ponente. Non proprio un segnale ben augurante: “faive a ponente panoce niente”. Il 2016 sarà dunque ancora un anno un po’ controverso, come il 2015 che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ecco il responso del “Pan e Vin”, che nel tardo pomeriggio di ieri è stato bruciato a San Donà nella golena del Piave. Organizzato dall’Associazione nazionale bersaglieri di San Donà, il falò sulla riva del fiume è una tradizione che si ripete dalla metà degli anni Settanta. Quest’anno la pioggerellina caduta per buona parte della giornata di ieri ce l’ha messa tutta per dare del filo da torcere agli organizzatori. Che però non si sono dati per vinti, confermando il “Pan e Vin” e venendo ripagati dalla partecipazione di un gran numero di persone. Il pomeriggio di festa, all’insegna del celebre passo di corsa dei bersaglieri, è iniziato alle 17.30 con l’arrivo della Befana nella centrale piazza Indipendenza per la distribuzione delle calze ai bambini.

Nel frattempo la fanfara dei bersaglieri è partita dall’oratorio Don Bosco per raggiungere la Befana e da qui il corteo è sfilato lungo le vie del centro fino alla golena. Dopo i saluti del presidente dei bersaglieri Mauro Cattai e del sindaco Andrea Cereser, si è dato fuoco alla pira. Complice l’umidità e la pioggia del mattino, la catasta ha faticato più del solito a prendere fuoco. Poi pinza e vin brulè per tutti, oltre all’immancabile sorpresa per i bambini. Ieri è stato anche il giorno di uno dei Pan e vin più spettacolari di tutto il Veneziano. Si è rinnovata la suggestione spettacolo della Pirola Parola di Quarto D’Altino. A dare fuoco alla catasta di legna per bruciare tra le fiamme tutto quello che del 2015 non è andato come si desiderava, ci ha pensato, come da tradizione, il gruppo di sommozzatori, che ha risalito un tratto del fiume con le torce in mano, fino ad arrivare alla pira costruita su una zattera piazzata in mezzo al Sile. Ad assistere allo spettacolo gli abitanti di Quarto, dalla loro riva e quelli di Musestre, dalla parta opposta, oltre alle centinaia di persone arrivate da altri Comuni per non perdere il rogo sul Sile. Per tutti vin brulè caldo, cioccolata e pinza a volontà, senza dimenticare le calze della befana per i più piccoli.

Da Concordia il falò sull'acqua: un 2016 ottimo

Casera sul Lemene da tutto esaurito, ieri alle 20, a Concordia Sagittaria. Dal pan e vin più importante del mandamento sono stati tratti auspici positivi, poiché il fumo ha preso la direzione del mare, verso Sud ovest. Il raccolto sarà abbondante e naturalmente tutti lo sperano. C'era il timore che, dopo la nevicata e la pioggia di inizio settimana, le cataste fossero troppo inumidite. Non è stato così, anzi. La tradizionale voga ha accompagnato le persone che hanno provveduto a dare fuoco alla catasta di legno preparata sul corso d'acqua. Oltre 5 mila persone che hanno riempito il salotto del Lungolemene in festa.

L'andamento della presenza di particolato Pm2.5 nelle ultime 48 ore a Portogruaro secondo i dati Arpav

Un dato sicuro, invece è la qualità dell'aria. Proprio per l'elevato potere inquinante dei roghi quest'anno si è optato per falò di dimensioni più piccole dopo che l'anno scorso le stazioni di rilevamento avevano fatto registrare inquinamento da polveri sottili superiore a 350 microgrammi per metro cubo, quando il limite di legge è 50 e quello di allarme è 100. Una "botta" terribile. Anche quest'anno, nonostante le attenzioni prese questa notte a Portogruaro le centraline hanno rilevato valori di Pm2.5 a quota 166 microgrammi per metro cubo. Un dato su cui riflettere.

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